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Ma lo sai che la Basilicata esiste?

Basilicata

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L PETROLIO innanzitutto. Quindi lavoro, infrastrutture e dissesto idrogeologico.

Sono le questioni aperte sui tavoli dove da almeno tre anni va avanti la trattativa tra Governo e Regione sull’aumento delle estrazioni in Val d’Agri e sulle forme di compensazione da riconoscere alle aree interessate, e alla Basilicata più in generale.

Matteo Renzi ha ereditato il lavoro iniziato quando a Palazzo Chigi c’era ancora Berlusconi e a Potenza l’attuale sottosegretario alla Salute De Filippo iniziava il secondo mandato come governatore. Da allora col governo Monti è arrivata la legge che ha istituito un fondo per investimenti in infrastrutture e lavoro da concertare con i territori. Ma con Letta c’è stata la doccia fredda, a causa di un decreto attuativo di gran lunga al di sotto delle aspettative. Quindi il pallino è passato nelle mani di Renzi e del neo-governatore Marcello Pittella.

Al centro della discussione ci sono sempre i 25mila barili di petrolio in più al giorno che Eni vorrebbe estrarre incrementando la produzione della concessione “Monte alpi”. E’ su questi, infatti, che secondo lo spirito del Memorandum suggellato nel 2011 andrebbe calcolata la quota del maggior gettito fiscale da destinare al fondo. Mentre Pittella vorrebbe che ad alimentarlo fosse anche il gettito dei 50mila barili in arrivo entro 2 anni dall’area della concessione di Total e soci, più i 20mili e rotti legati all’ammodernamento del Centro oli Eni di Viggiano, che finora era stato obbligato a non superare i 90mila barili al giorno rispetto ai 105mila autorizzati nel 1998.

In soldoni si parla di cifre che variano da un minimo di 50 milioni all’anno a più del doppio. Denaro che andrebbe a finanziare alcuni degli investimenti inclusi in una lista dei desideri consegnata al Governo poco dopo l’apertura della trattativa. Tra i progetti più ambiziosi c’è il miglioramento della viabilità sulla Potenza-Melfi, o la creazione di un polo della chimica verde in Val Basento, dove si chiude la filiera degli scarti petroliferi e restano ancora da bonificare i resti di un’altra stagione della chimica, finita in maniera fallimentare (v. Materit). O ancora una serie di interventi per impedire il ripetersi di fenomeni come le alluvioni nel metapontino che stanno diventando un appuntamento stagionale.

E Renzi? I buoni rapporti con i fratelli Pittella sono apparsi evidenti più volte, come quando Gianni ha scelto di appoggiare la sua candidatura alle primarie, o Marcello si è detto favorevole alle macroregioni. D’altra parte il primo ha ricevuto  il sostegno nella corsa alla guida dell’europarlamento, mentre il governatore sembra determinato a giocarsi il credito sul petrolio.

La prima delle sue richieste, il ripristino del bonus per l’acquisto di carburante alla pompa “scippato” ai lucani da un emendamento leghista, ha bisogno soltanto di un secondo passaggio alla Camera prima di diventare legge. Ma c’è sempre da vincere l’opposizione dei «comitatini» di ambientalisti sbeffeggiati dal premier in una recente intervista al Corsera, e il sindaco di Viggiano nei giorni scorsi ha insistito perché il premier visitasse la capitale italiana delle trivelle prima di prendere qualsiasi decisione: un appello che al momento sembra essere passato inascoltato. 

l.amato@luedi.it

 

 

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