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Pd, ma quale unità?
Si va avanti a insulti

Basilicata

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CHE tra i due non corra buon sangue non è notizia dell’ultima ora. Ma di recente la consolidata ruggine tra il senatore Salvatore Margiotta e il deputato Vincenzo Folino ha trovato spazio anche su twitter. Stesso partito, da sempre agli antipodi e non solo per provenienza politica: il primo ex Dc, poi segretario dei Popolari e della Margherita. L’altro, militante comunista, con debutto nel Pds e successivamente segretario dei Ds. Oggi insieme sotto lo stesso grande tetto che raccoglie tutti i democratici in una fusione che non sempre è riuscita alla perfezione. Ma le ragioni politiche sono solo una parte del ragionamento. Di indole completamente opposta - il primo generalmente diplomatico nei toni, tanto da guadagnarsi il titolo di perfetto doroteo, il secondo più irruente e impulsivo nelle esternazioni - nutrono una certa diffidenza, l’uno nei confronti dell’altro. Da sempre latente, seppure mai sfociata in gesti eclatanti. E, nei giorni scorsi, il vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai ne ha dato piena prova, lasciandosi andare a un commento molto poco tenero nei confronti del collega parlamentare. O almeno così è sembrato a molti utenti di twitter che sono rimasti sorpresi dal linguaggio utilizzato dal parlamentare di professione ingegnere.
Perché per quanto il riferimento a Folino sembrasse evidente, Margiotta ha subito ritrattato, precisando succesivamente: “Folino non c’entra assolutamente nulla”. Nel tweet “incriminato” il senatore sembra dare del “verme” a Folino”.
Tutto è partito da un commento che lo stesso senatore aveva fatto alla lettera che il segretario regionale del partito ha inviato nei giorni scorsi ai segretari di circolo. In particolare è il passaggio sulla maggioranza emersa nell’ultimo congresso dei democratici che Luongo aveva definito “in formazione”, il dettaglio su cui si sofferma Margiotta. Che, adeguatamente punzecchiato dal blog lucano Hyperbros, risponde: «Posso mai andare in maggioranza per farmi dire da certo Folino che sto sempre in maggioranza?». A quel punto è opinionista del Quotidiano, Anna Rivelli, a intervenire per mettere in risalto sarcasticamente «l'amore che regna» all’interno del partito». Il botta e risposta con il senatore va avanti con qualche tweet, fino a quando Margiotta sbotta: «Capisco che tu pensi che i paladini del bene siano persone che io reputo vermi». Il nome non c’è, ma il riferimento sembrava esplicito. Tanto che, qualche attimo dopo, è lo stesso senatore a correggere il tiro: «Un tweet sbagliato che ritratto». Gli altri utenti di twitter ne approfittano per commentare ed evidenziare il giudizio molto sopra le righe. Le ulteriori precisazioni da parte del senatore sono arrivate nel pomeriggio: “non ce l’avevo con lui”. Non si capisce, però, a questo punto a chi fosse riferito l’epiteto del senatore in una discussione che comunque ruotava intorno al Partito democratico.
Solo qualche settimana prima, nel corso delle congresso regionale, era andato in onda lo scontro dai toni molto aspri tra lo stesso Folino e il presidente della Regione, Marcello Pittella. Fatti che - dopo i numerosi scontri che negli ultimi mesi hanno lacerato il Partito democratico - la dicono lunga sulla possibilità di una fase, anche a congresso finito. Altro che unità, tra i democratici i veleni restano all’ordine del giorno.

 

 

 

 

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