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«Per il Governo la Basilicata
è solo un pozzo di petrolio»

Basilicata

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«LA scure della spending review non può colpire un presidio istituzionale come quello della Corte d’Appello di Potenza». E’ quanto ha affermato ieri in serata il senatore Tito Di Maggio (Ppi) evocando «l’ennesimo scippo ai danni della Basilicata» a proposito del progetto di soppressione della Corte d’appello di Potenza e del distretto giudiziario lucano.
Di Maggio ha offerto la sua collaborazione a Pittella per «scongiurare l’ennesima falsa riforma che influirebbe negativamente sul livello dei servizi offerti ai lucani ed ai lavoratori della giustizia» mettendosi a disposizione come membro della Commissione giustizia del Senato, per azioni di pressione congiunta sul Ministreo Orlando «con i colleghi parlamentari ed i rappresentanti istituzionali lucani».
Anche il deputato Cosimo Latronico (FI) si è detto intenzionato a chiedere conto al guardasigilli delle indiscrezioni di questi giorni. «Un disegno di riorganizzazione delle sedi giudiziarie sul territorio è stato già varato l’anno scorso e la Basilicata ha già pagato prezzi altissimi, non sarebbe davvero sopportabile la chiusura della Corte d’Appello di Potenza, che finirebbe per gravare sull’assetto dei servizi giudiziari sul territorio regionale (...) Continueremo a vigilare in Parlamento perché il governo non realizzi astratti e perniciosi programmi di razionalizzazione che si trasformano in costi e disagi per i cittadini».
Più duro il consigliere regionale Gianni Rosa (Fd’I) che invita i lucani ad «alzare la testa» e dare «battaglia»
«Non ci era sfuggito che la riforma sulle competenze in materia di energia fosse «tagliata su misura della nostra Regione» (quale altra è così centrale per il piano energetico italiano?) e avevamo già denunciato che, per il Governo nazionale, la Basilicata rappresenta solo un pozzo di petrolio, una Terra da spremere e null’altro. Ora la conferma». Poi attacca i maggiori esponenti lucani del Pd: Speranza, Bubbico e De Filippo.
Ma anche dal fronte dem arriva la perplessità del consigliere regionale Vito Santarsiero.
«Si tratta di scelte - dichiara l’ex sindaco di Potenza - che oltre ad incidere su sicurezza e giustizia sono destinate ad annullare nel nostro Paese ogni processo di sviluppo locale che rappresenta la "conditio sine qua non" per lo sviluppo dell'intera Nazione. La giustizia non è un lusso. La sensazione è che si procede in maniera approssimata, caotica; se si deve risparmiare occorrono non tagli alle strutture presenti sul territorio ma una profonda riforma del sistema»

 

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