Salta al contenuto principale

Luongo fa il pompiere: «Solo un equivoco»
Pd, il segretario sminuisce il caso

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 35 secondi

 

POTENZA - Se Vincenzo Folino avvisa di “rischio incendio” le tante “code di paglia che ultimamente si vedono in giro sui social”, a gettare acqua sull’incendio divampato a colpi di tweet tra i dirigenti del Partito democratico lucano, è il neo segretario Antonio Luongo. Tutto è partito dall’ambiguo commento di Salvatore Margiotta di qualche giorno fa in cui il senatore sembrava dare del verme al deputato Folino. Un tweet immediatamente smentito dallo stesso vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai, che si è affrettato a chiarire che non era rivolto né al deputato nè a nessun altro esponente del partito.
La gaffe in rete (se così può essere definita), però, non è di certo passata inosservata, ed ha finito per alimentare una serie di colpi bassi. L’ultimo, in ordine di tempo, risale a ieri: è stato deputato di Pietrapertosa che , sempre da twitter, ha sentenziato: “Si vedono in giro (sui social) un po'di #CODEDIPAGLIA attenzione alla normativa antincendio”. Nessun riferimento esplicito a fatti e persone. Ma al commento del parlamentare difficilmente si può un’altra chiave di lettura.
E il primo a fare il pompiere è il capogruppo del partito in Consiglio regionale, Roberto Cifarelli. Un invito a ritrovare la normale dialettica politica, depurata dalle cadute di stile che sempre più spesso si registrano in casa dei democratici, anche in questo caso affidata a un tweet: “Il Pd di Basilicata ha il segretario, il Consiglio regionale un presidente. Riusciamo ora a discutere per dare soluzione ai problemi e non “su chi sono io, chi sei tu”. Pochi i commenti da parte dei dirigenti del partito tirati in ballo. Ma - contattato dalla redazione del Quotidiano - è il segretario Luongo ad abbassare i toni della tragiccomedia andata in onda negli ultimi giorni: «Non ne sono affatto preoccupato - dice -Credo che alla base di tutto ci sia un equivoco, su cui si è innescata una polemica un pò forzata». E aggiunge: «Sono sicuro che il tweet di Margiotta non fosse riferito a Folino. Si tratta di due politici di esperienza. Due parlamentari, che mai scenderebbero a questo livello. Se fosse diversamente, sarei intervenuto personalmente per riportare le cose all’ordine.Non esistono nemmeno le condizioni per immaginare tra i due una logica della tensione sfociata in attacchi di questo tipo. Certo, sarebbe meglio evitare sui social dichiarazioni che possono rivelarsi ambigue. Ma sono sicuro che in questo caso la questione nemmeno esiste». Acqua fresca su un focherello che, a casa dei democratici, sembra sempre pronto a ravvivarsi. A cui, i vari protagonisti del partito non disdegnano di portare paglia fresca. Del resto neanche il governatore Pittella, intervistato venerdì scorso a Maratea dal giornalista Luca Telese, non ci è andato proprio leggero. Consigliando a chi non ha ancora mandato giù la sua vittoria alle primarie di partito, «procineteci per la digestione». Un’altra metafora per dire che la guerra, seppure fredda, comunque, non è mai finita.

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?