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L'Europa dalla A alla Z
Politiche, azioni, opportunità

Basilicata

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LA T di questa rubrica dedicata all’Europea tratta un elemento caratteristico dell’Unione: la trasparenza. Le amministrazioni moderne hanno il dovere di essere efficienti per quanto riguarda le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e in questo settore Commissione e Parlamento europeo sono decisamente all’avanguardia; sui portali web ufficiali ci sono tutte le informazioni possibili e per avere indicazioni su come cercare ci sono anche sportelli dedicati offline. Solo leggendo la deontologia dei commissari e di tutti i funzionari ci si rende conto di quanta attenzione si dedichi alla trasparenza e ai codici di condotta. “L’Unione europea è una struttura unica nel suo genere ma complessa.

 È quindi particolarmente importante avere un processo decisionale trasparente. Dobbiamo rendere accessibili ai cittadini i numerosi strumenti di informazione di cui dispone già la Commissione.”

Sono parole del vicepresidente Maroš Šefovi, lo slovacco Commissario per le relazioni interistituzionali e l’amministrazione, che dovrebbero essere applicate anche in Italia. C’è anche un portale open data dell’Unione europea (www.open-data.europa.eu) che ha disponibili già più di settemila dataset e che ha bisogno di essere navigato ed usato dai cittadini che come utenti possono suggerire modifiche o richiedere dati (partecipando ad un breve sondaggio o inviando una richiesta). “Il portale Open Data dell’UE è il punto unico di accesso ad una serie sempre più ampia di dati prodotti dalle istituzioni e da altri organi dell’Unione europea. I dati possono essere liberamente utilizzati, riutilizzati, collegati tramite link e ridistribuiti a fini commerciali o non commerciali” si legge sulla home page. E bisogna sottolineare anche la spinta alla trasparenza in una realtà che in Italia è spesso  associata al malaffare: le lobby.

 I rappresentanti di interesse, legittimi e fondamentali per una reale trasparenza nella pubblica amministrazione e nel suo processo decisionale, in Europa hanno un registro al quale iscriversi e dal quale attingere informazioni. “L’interazione tra le istituzioni europee e le associazioni dei cittadini(…) è costante, legittima e necessaria per difendere la democrazia e per permettere alle istituzioni stesse di realizzare politiche adeguate che rispondano alle esigenze e alla realtà del momento” e su questo non ci piove.“I cittadini hanno il diritto di pretendere che tale processo sia trasparente e si svolga nel rispetto della legge e dei principi etici, evitando che vi siano pressioni indebite o un accesso illegitimo o privilegiato alle informazioni o ai responsabili delle politiche” e oltre al diritto, anche il dovere, aggiungerei.

Il Registro ci offre, come cittadini, accesso diretto alle informazioni su chi svolge attività lobbistiche e sulle risorse investite in tali attività.

 Inoltre, il codice di condotta che vincola i lavoratori del settore ed il sistema di reclami e sanzioni, garantiscono che il “registro per la trasparenza” sia uno strumento affidabile, oltre che utile. E restando in tema di utilità, ricordo il servizio “EURES” dedicato al lavoro nei Paesi dell’Unione: ci sono oltre 2 milioni di offerte di lavoro sul portale della mobilità dei lavoratori. La cittadinanza europea si costruisce anche così.

 

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