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Verso stop a primarie, Magorno convoca i 3 candidati
Ma Corbelli potrebbe condizionare la data del voto

Calabria

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«Le primarie per certi versi sono diventate un gioco politico perverso. Si possono tenere, non tenere, vincere, perdere, ma alla fine, i cittadini, che sono molto più avanti, faranno la loro scelta sulla base di una constatazione elementare: il passato non può coincidere con il futuro». Lo afferma Gianluca Callipo in un'intervista rilasciata al Quotidiano. 

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IL VERTICE DI MAGORNO CON I CANDIDATI - Proprio nelle stesse ore, sembra concretizzarsi in effetti lo scenario che vede tramontare le primarie per la scelta del candidato presidente della Regione Calabria. Il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno ha convocato a Lamezia Terme Gianluca Callipo, Mario Oliverio e Gianni Speranza, i tre candidati alle primarie del centrosinistra. Si discuterà del documento con il quale i segretario delle forze politiche della coalizione hanno chiesto alla vicepresidente della giunta facente funzioni Antonella Stasi, di «mettere fine al balletto sulla data delle elezioni fissandole, come già annunciato, per ottobre e non utilizzando le primarie in modo strumentale per rinviarle ulteriormente» (LEGGI).

Una richiesta che, a causa dell'incastro istituzionale delle date, sarebbe attuabile solo accantonando la consultazione preliminare per definire i candidati, ipotesi che viene sponsorizzata anche dal Ncd, anche se resterebbe il prolema di attuare un cambio della legge elettorale perché il 12 ottobre ancora non potrebbe andare in vigore il nuovo statuto regionale approvato di recente.

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CORBELLI PUO' ESSERE DECISIVO - Se si vogliono accantonare le primarie istituzionali, c’è però da fermare Franco Corbelli che, invece, ha annunciato che oggi presenterà le firme per le primarie del suo Movimento Diritti civili: se dovesse farlo davvero, Antonella Stasi sarebbe costretta a prendere atto che le primarie andrebbero comunque indette e a quel punto la scadenza del 12 ottobre sfumerebbe. 

 

RITORNA L'IPOTESI DEL "PAPA NERO" - Ma se davvero si votasse il 12 ottobre, chi sarebbe il candidato governatore del centrosinistra? Oltre a quelle istituzionali salterebbero anche le primarie di coalizione del 21 settembre, perché il 12 devono già essere consegnate le liste. Ieri a  Palazzo Chigi il responsabile enti locali del Pd Stefano Bonaccini incontrava Matteo Renzi proprio per le candidature, a partire da quella dell'Emilia Romagna dove per il 28 settembre sono indette le primarie. 

La strategia di Magorno, punta ad ottenere anche un altro risultato, scongiurare la probabile vittoria di Mario Oliverio alle primarie. Ritorna in auge il “papa nero”  con l’unico nome ancora non bruciato, quello del ministro Maria Carmela Lanzetta (se ne ha voglia). Qualcuno ha anche ipotizzato quello di Marco Minniti che, però, avrebbe le stesse controindicazioni che i “renziani” attribuiscono a Mario Oliverio.

SERVIZI E RETROSCENA SULLA LEGGE ELETTORALE E GLI ACCORDI NEL CENTROSINISTRA SULL'EDIZIONE CARTACEA DEL QUOTIDIANO A FIRMA DI ADRIANO MOLLO, GIOVANNI VERDUCI E BRUNO GEMELLI 

 

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