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Pittella si racconta
alla Festa Democratica

Basilicata

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NOVA SIRI - Ha risposto senza sottrarsi ad alcuna domanda e lo ha fatto con schiettezza e la solita verve comunicativa, lanciando anche affermazioni importanti e di un certo peso «sono renziano, ma non faccio sconti a me stesso, figuriamoci a Renzi» ed ancora «se è il caso di alzare la voce contro il governo nazionale lo faremo senza se e senza ma, per il nostro futuro». Si è presentato così, dinanzi una folla di persone che da tutto il metapontino si sono riversate nella serata di martedì scorso a Nova Siri Marina per partecipare alla prima serata dell'ottava Festa Democratica, il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella.

A fare gli onori di casa il senatore Carlo Chiurazzi a cui il presidente della Regione ha rivolto elogi di «bravo politico e bravo amministratore», che con il capogruppo in Consiglio regionale, Roberto Cifarelli e il consigliere regionale Achille Spada hanno preso parte ad una tavola rotonda con il governatore lucano. Sulla questione petrolio e sul «braccio di ferro col governo nazionale» Pittella ha detto: «condivido l’approccio di Renzi ma non farò sconti. Abbiamo sulla pelle la responsabilità di ridare dignità alla Basilicata sul tema del petrolio. Noi vogliamo un rapporto diretto con il governo centrale per affinità di approccio ed io credo e spero che il governo nazionale possa recuperare questo nostro appello. Sul memorandum ci giochiamo la possibilità di farcela.

La Murgia, il Pollino, la 106, l’ampliamento dell’aviosuperficie, le infrastrutture immateriali, la chimica verde, dipendono tutto da quello che il governo deciderà in questi giorni. Non pretendiamo molto se non 250 milioni di euro all'anno che le compagnie petrolifere pagano di ires e che per i prossimi 20 anni garantiranno 30 miliardi di euro allo Stato. Noi diamo al Paese più di quanto Berlusconi acquistava dalla Libia».

Altra questione affrontata il patto di stabilità. «Abbiamo in 650 milioni di euro cash e non possiamo pagare le imprese. Se si sblocca questa vicenda per noi cambia tutto». Poi il piano lidi «ci ho provato - ha detto - già quand’ero assessore e vi assicuro che non è una cosa facile. Bisogna rivisitare la norma madre e procedere comune per comune, perché l’uniformità non è applicabile».

Poi la questione sviluppo. «Noi siamo contro le trivelle in mare, lo dico senza se e senza ma, e non abbiamo intenzione di avvelenare nessuno. Stiamo cercando d’investire in questo settore, nella Valbasento abbiamo investito perfino sul “naso elettronico” per capire il grado di qualità dell'aria». Infine turismo e cultura. «I due mari - ha evidenziato - Matera e Maratea, sono vettori fondamentali per un asset strategico e turistico, dobbiamo investire su questo e recuperare i fasti perduti, come detto, nell’area della Valbasento. La Basilicata spende 40 milioni di euro sul salotto e altri sulle altre aziende che operano su Pisticci e Ferrandina e questo è un investimento di ritorno economico di un territorio che sconta un mancato sviluppo. La fiducia la recuperiamo con il governo del fare e noi in un anno abbiamo lanciato la sfida sul petrolio e sul patto di stabilità». Poi Matera 2019. «Il progetto - ha concluso Pittella - va avanti anche se Matera perde».

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