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Delibera pro Coviello e spese del sindaco
Molte accuse, poche risposte

Basilicata

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E' UNO DI QUEI classici casi in cui tu dici aglio e ti rispondono cipolla. C’è qualcosa che sta sfuggendo nell'approssimativa e violenta polemica che è seguita alla notizia trattata del Quotidiano sulla delibera “balneare” di De Luca e la nomina di Rocco Coviello nell'ufficio di staff del sindaco. Qualcosa a cui le risposte fornite a questo momento - sia quella garbata a firma del primo cittadino, che quelle fuori luogo e offensive che invece sono arrivate dai dirigenti e simpatizzanti di Fratelli d'Italia – non hanno dato risposta. Proviamo a chiarire: il sindaco di Potenza ha sì diritto a scegliere collaboratori di sua fiducia. E lì dove si dovesse trattare di professionisti super qualificati, sarei personalmente favorevole anche a pagarli a peso d'oro. Un investimento per il bene di una città che di problemi ne ha tanti. Non ritengo che siano questi i capitoli di spesa da eliminare in tempi di spending review. Non abbiamo battuto ciglio davanti alla Giunta di esterni che De Luca ha voluto al suo fianco per affrontare i difficili problemi di questa città. “La migliore che potessi mettere in campo”, erano state le sue parole. “Oltre ogni appartenenza politica”, aggiungeva pure. Ora il problema che pare sfuggire a tutti è che Rocco Coviello non è un uomo di fiducia di De Luca, ma un uomo del partito che sembra aver messo gli artigli sul Comune di Potenza. Nella conferenza stampa del partito seguita al risultato delle amministrative, il coordinatore regionale che commentava la mancata elezione di Coviello a consigliere, aveva aggiunto: “Siamo sicuri che sarà comunque valorizzato”. Ora quelle dichiarazioni risultano molto più chiare. Prima la chiacchierata nomina a capo di gabinetto, resa impossibile dai vincoli normativi sulla inconferibilità degli incarichi, poi l’ufficio di staff. Vorremmo capire, a questo punto, quali siano le particolari competenze dell'ex consigliere da giustificare il fatto più grave: dimissioni a due soli mesi dall’ingresso in Consiglio, con accavallamento tra il ruolo  politico con cui si era proposto ai suoi elettori e ruolo amministrativo conquistato all'interno dell'ufficio di staff del sindaco. Neanche da parte dello stesso sindaco abbiamo ascoltato rassicurazioni in questa direzione. Solo molte precisazioni rispetto alla riduzione dei costi, ma nessuna parola su quello che è il tema principale: a chi giova la nomina di Rocco Coviello? Alla pubblica amministrazione o a Fratelli d'Italia? Ovvero lo stesso partito che al momento di comporre la squadra di governo comunale, nonostante avesse avuto due assessori, continuava a sbattere i pugni sul tavolo del  sindaco appena eletto per far saltare l'assegnazione di una delega.  Al consigliere regionale Gianni Rosa che risponde a Carretta con quel “sono stati gli elettori a scegliere l'estrema destra” va detto che la sua affermazione è doppiamente sbagliata. Uno: gli elettori di Potenza hanno scelto il sindaco De Luca e non i partiti e gli uomini che ne hanno sostenuto la corsa, come dimostrano i numeri del Consiglio. Due: con questa affermazione tradisce lo stesso primo cittadino, che si è sempre presentato ai potentini come sindaco libero da connotazione politica. Ma soprattutto al consigliere Rosa va risposto che questa sua ingerenza sulle questioni comunali è ormai insopportabile. Il coordinatore regionale dovrebbe capire che più opportuno sarebbe fare un passo indietro sulle questioni comunali, lasciando la scena a consiglieri e dirigenti cittadini di partito. Almeno per non   alimentare l'idea di un esecutivo con scarsa autonomia di movimento. Certo, sentire che oggi tra le risposte più frequenti ci sia un “chi ci ha preceduto ha fatto peggio”, fa cadere le braccia a chi sperava in una “nuova” politica. Poco da dire, poi, sui toni violenti e gli attacchi addirittura personali a cui il consigliere e qualche suo sostenitore ha pensato di rispondere al Quotidiano. Gli stessi giornalisti e la redazione a cui Rosa si rivolge per far pubblicare le invettive che quotidianamente dispensa, e a cui questa testata ha sempre dedicato ampio spazio,  all'improvviso diventano quelli che scrivono sotto dettatura. Sarebbe fin troppo facile rispondere con gli stessi toni avvelenati che ci sono stati rivolti in questi giorni. Preferiamo invece rispondere con i fatti, continuando a lavorare nella piena consapevolezza dell'autonomia che ci contraddistingue, così come abbiamo sempre fatto. Il consigliere Rosa che tutti i giorni legge i giornali locali, lo sa bene. Così come sa altrettanto bene che non abbiamo mai risparmiato nulla e nessuno.

Ma nella scelta tra il privilegiare l'onestà intellettuale o l'esigenza di buttare fango su di noi, e fumo negli occhi degli elettori, Rosa e la sua compagnia, evidentemente, hanno preferito la seconda.

m.labanca@luedi.it

 

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