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Caro Renzi
le responsabilità se le assume lei?

Basilicata

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SIGNOR Presidente, le scrivo queste poche righe dopo aver ascoltato le Sue dichiarazioni riguardanti il tema  petrolio in Basilicata e quindi in Val d’Agri.

Ho avuto modo di notare che quando i media e la stampa nazionale parlano di petrolio ci si accosta a questo tema in maniera approssimativa alla Basilicata. In effetti, a ben vedere l’80% dell’estrazione petrolifera si svolge, con ben 20 pozzi su 27, in un territorio di un piccolo paese nel cuore della Val d’Agri che si chiama Viggiano e di cui mi onoro anche se da pochi mesi di esserne il Sindaco.

Aggiungo che sempre nel territorio di Viggiano, in una zona ampiamente antropizzata, vi è l’ingombrante presenza del Centro Olio (COVA – centro olio val d’agri) il quale dista meno di 1 km dal centro abitato.

Questo per dirle che non si estrae nel deserto libico e che modifiche alle politiche energetiche nazionali devono essere condivise con le realtà locali e non per mero protagonismo del Sindaco di turno, ma perché si sta discernendo di temi delicatissimi che intaccano tante altre risorse fondamentali non solo al nostro territorio e alla nostra Regione ma anche per le altre regioni limitrofe, e penso alla risorsa idrica ed alla presenza storica dell’acquedotto pugliese oppure alla qualità dell’ambiente, alla salute, alla sicurezza, allo sviluppo economico e all’occupazione.

E per quest’ultimo tema la mancata occupazione si è trasformata in un ulteriore beffa per i nostri cittadini.  In questi giorni ho avuto modo di assistere dal balcone del Palazzo Comunale all’ennesima sfiammata della torcia del Centro Olio (COVA) di cui sopra, durata più di un’ora.

Si mandano i gas in torcia quando l’impianto va in blocco ed alla uscita dalla torcia a contatto con l’ossigeno si producono delle fiamme che come nella primavera passata raggiungono anche i 50 metri di altezza.

Non molto tempo fa a seguito di un altro blocco sono tremati i vetri delle abitazioni del centro di Viggiano (abitato distante meno di 1km in linea d’aria dal centro Olio).

Signor Presidente a questo punto mi viene spontanea una domanda: in caso di aumento dell’estrazioni si assume Lei la responsabilità politica e morale qualora si dovessero verificare degli incidenti visto che l’impianto è catalogato come impianto a rischio elevato?

 Voglio ricordarLe che l’impianto COVA, dista solo 100 metri da abitazioni private abitate anche da bambini. Si assume lei la responsabilità di non condividere un percorso comune, anzi che lo stesso è stato deciso ai piani alti guardando ad un semplice puntino su una cartina geografica senza conoscerne i problemi e senza visitarne i luoghi? A seguito delle storture legislative prodotte negli anni, essendo, come dicevo prima, il Centro Olio (COVA) un impianto a rischio d’incidente elevato, la Prefettura ha redatto un Piano d’ Emergenza Esterno dando al Sindaco ed ai dipendenti del Comune di Viggiano la responsabilità ad essere reperibili 24h/24, ma lo sa che sulla scorta del rapporto personale e spesa dello stesso non possiamo riconoscere indennità di turno e straordinari?

Mi viene da farLe una domanda più personale, chi la consiglia?

 Se è vero che il petrolio lucano è così importante per le sorti dell’ Italia non capisco bene quest’interesse pubblico considerato il fatto che la maggior parte delle azioni Eni sono in mano ai privati. Infatti, le concessioni petrolifere in Val d’ Agri sono assegnate ad Eni spa, la stessa è controllata per il 4,34% dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e per il 25,76% dalla Cassa Depositi e Prestiti, non sarà che stiamo facendo un piacere a qualche investitore straniero?

Mentre Le scrivo vedo mio figlio di soli 2 anni e mezzo che gioca sul divano, e penso a quale sarà la scelta migliore da prendere per salvaguardare al meglio le future generazioni.

Credo sia importante per tutti fermarsi a riflettere e condividere le scelte anche attraverso una Sua visita in Basilicata ed a Viggiano cuore della produzione petrolifera. Se è così importante per l’Italia il petrolio lucano è un Suo dovere trovare il tempo da dedicare alla nostra terra.

In conclusione, non è una questione come dice Lei di “comitati” e di “comitatini”, qui è in gioco il futuro della gente della Val d’Agri, cittadini italiani al pari degli altri.

Nel caso in cui si scelga un percorso non condiviso, non troverà un “comitatino” ma un intero popolo, quello della Val d’Agri con le Sue istituzioni a spendere tutte le energie necessarie per farsi rispettare, per far rispettare un territorio che troppe volte la storia italiana ha relegato ai confini ed ai margini dello sviluppo economico e sociale a causa di scelte politiche prese soltanto dai piani “alti”.

*Sindaco di Viggiano

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