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Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia puntano il dito contro le scelte del centrosinistra

Basilicata

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POTENZA - Se siamo arrivati a questo punto la colpa è soltanto del Pd lucano. L’idea non è soltanto del Movimento 5 Stelle, che ieri tramite sempre l’europarlamentare Pedicini ha chiaramente puntato il dito al centrosinistra lucano e alle sue responsabilità in materia petrolifera, ma anche Fratelli d’Italia, tramite Donato Ramunno, ad esprimere questo atto d’accusa nei confronti del centrosinistra.

«Coloro che hanno svenduto e stanno svendendo la Basilicata - scrive Pedicini -al governo Renzi, alle multinazionali del petrolio e alle lobby dei rifiuti hanno un nome e cognome. Sono tutti esponenti del Pd lucano che, come contropartita, stanno ottenendo posizioni di potere e di carriera che sono sotto gli occhi di tutti. E’ inaccettabile che il governatore Pittella faccia il pianto del coccodrillo e faccia finta di minacciare Renzi. E’ inammissibile continuare a sopportare l’ambiguità e il doppio gioco del presidente della Regione e del Pd lucano.

Il presidente del Consiglio è del loro stesso partito. Marcello Pittella si rivolgesse a Bubbico e De Filippo, a suo fratello Gianni, a Roberto Speranza, sono tutti personaggi di primissimo piano nazionale che se vogliono tutelare la Basilicata hanno la forza e la possibilità per farlo. Se non lo fanno, o sono d’accordo con Roma, o sono ricattabili perché hanno condiviso dei ricchi patti di interesse per ottenere gli incarichi nazionali e internazionali che coprono e gli fa comodo stare zitti e far finta di niente.

Anche i bambini capiscono che il Pd di Bubbico e De Filippo e tutti i vecchi partiti lucani hanno svenduto la Basilicata e la vogliono far morire. L’agricoltura non esiste più, il turismo ha dei livelli bassissimi, l’acqua è a rischio, gli abitanti diminuiscono, non c’è un progetto di sviluppo strategico e una visione lungimirante del futuro. Tutto ruota intorno al petrolio, ai rifiuti e all’energia.

In segrete stanze è stato deciso cosa dovrà diventare la Basilicata: una terra destinata a scomparire dove vivranno prevalentemente anziani e i territori saranno devastati da pozzi petroliferi, impianti di smaltimento di rifiuti, centrali elettriche più o meno sicure».

E poi c’è Donato Ramunno che parla di una «vera e propria rapina di Stato.

La Basilicata questa volta non può accettare inerme ed immobile queste decisioni che penalizzano fortemente la nostra terra e che la umiliano. Non invoco rivolte o sommosse popolari, quelle ancora no. Siamo di fronte ad un processo che non è più reversibile. L'onorevole Speranza, è capogruppo del Pd alla camera dei deputati. Vito De Filippo è viceministro, insieme a Bubbico. E poi Gianni Pittella a Bruxelles e gli altri tanti parlamentari lucani di ogni colore. È arrivato il giorno di dimostrare ai lucani quello che valete, il vostro peso politico, la vostra volontà e determinazione nel difendere la nostra terra.

Siamo scesi nelle piazze, per sensibilizzare le coscienze dei lucani e raccogliere le loro sottoscrizioni per dare forza alle nostre idee, tra le  quali quella di impedire nuove estrazioni per i prossimi dieci anni e di innalzare le royalties al 25%.

Ora tocca  ai politici dell'altra parte dimostrare come vogliono tutelare la nostra regione, che per l'esiguità dei suoi numeri in termini di popolazione».

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