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«Basilicata umiliata, un trucco del Governo»
Il presidente materano di Confapi alza la voce sul caso

Basilicata

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REAZIONI su reazioni. In attesa di conoscere il testo reale dello Sblocca Italia ma sapendo, man mano che il tempo passa, che le indiscrezioni di questi giorni siano davvero quelle reali.

E se il sindaco di Matera Salvatore Adduce, concentrato sulle questioni di Matera 2019 preferisce rimanere prudente ed aspettare il testo definitivo per capire bene cosa sta succedendo e cosa potrà accadere chi invece non fa mancare la propria voce critica è la Confapi.

Il presidente dei piccoli imprenditori di Matera Enzo Acito non usa giri di parole e sostiene che «La Basilicata non può accettare il “ricatto” del Governo sulle royalties del petrolio e il Patto di Stabilità».

Per Enzo Acito, presidente di Confapi Matera: «quello che trapela dalle indiscrezioni sul decreto Sblocca Italia è un trucco messo a punto dal Governo Renzi che disattende le promesse fatte, delude le aspettative dei lucani ma, soprattutto, umilia la Basilicata con un “ricatto” degno della peggiore politica.

In pratica – commenta Acito – Renzi svincola le royalties dal Patto di Stabilità solo se estraiamo più petrolio e solo sulle nuove estrazioni dei prossimi 3 anni, cioè sulla parte incrementale, dimenticando il contributo dato dalla Basilicata al fabbisogno energetico nazionale e calpestando la dignità di tutti i lucani».

Insomma una sorta di grido di allarme che conferma la questione sollevata dalle decisioni, al momento ancora non certe, del Governo Renzi.

«Il Governo vorrebbe barattare lo sviluppo della Regione con un consistente aumento delle estrazioni petrolifere. Ma qual è lo sviluppo ipotizzato da Renzi? Lo scempio di un territorio che ha deciso di perseguire una crescita ecosostenibile, con un equilibrio tra la piccola e media industria, il turismo, l’ambiente e la cultura? Perché questo significa la scelta lucana di non autorizzare nuove estrazioni petrolifere. L’allentamento dei vincoli del Patto di Stabilità però è necessario per non morire. Di qui il “ricatto” governativo alla Basilicata.

Devono essere i lucani e le istituzioni lucane a decidere le linee strategiche di sviluppo, soprattutto alla vigilia della nuova programmazione 2014-2020, non il Governo Renzi che vuole trasformare il nostro territorio in una groviera.

La proposta della Regione, quindi la legge regionale sulle royalties, va nella giusta direzione. Ma il Governo la ha abilmente vanificata. La soluzione – per Confapi Matera – resta lo sforamento tout court del Patto di Stabilità Interno.

Sciogliere dai vincoli del Patto le royalties del petrolio avrebbe liberato notevoli risorse finanziarie che, pur essendo disponibili nelle casse della Regione, non possono essere spese per un meccanismo assurdo imposto dall’Unione Europea.

Il Governo ha finto di trattare con la Basilicata e ha condizionato il placet alla richiesta lucana alle future e maggiori estrazioni. Qual è la strategia di Renzi per la Basilicata? Se le indiscrezioni fossero confermate, sarebbe la sottomissione totale in nome di un nuovo centralismo ottuso.

Acito rivolge un appello alla classe politica dirigente della Regione affinché, nonostante l’affinità politica con il Governo renziano, dimostri quanto vale l'interessere del Territorio rispetto alla conservazione degli equilibri interni del partito di maggioranza e l'asservimento alle politiche del Governo».

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere comunale Angelino che ha scritto: «La Basilicata non può diventare merce di scambio per nessuno, né tantomeno per il Governo centrale e probabilmente la Vicari oltre a non aver mai visitato la Basilicata non conosce il temperamento dei lucani, che sono stanchi delle solite manfrine e di una politica che non fa più gli interessi delle comunità ma solo delle grandi multinazionali. Pittella con il suo intervento e le risposte dirette alla Vicari su twitter ha fatto intendere che i lucani non sono più disposti ad abbassare la testa e a obbedire a logiche di potere perverse e ormai lontane anni luce dagli interessi dei cittadini lucani». Le reazioni di protesta ad una sorta di ingiustizia che rischia di materializzarsi sono pressocchè unanimi.

p.quarto@luedi.it

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