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Le reazioni
Non c’è solo il silenzio del Pd

Basilicata

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POTENZA - Le critiche  contro il decreto “Sblocca Italia” si sprecano. Alla Basilicata le intenzioni di Renzi in materia energetica proprio non piacciono. Lo sdegno da parte della politica lucana è unanime o quasi. Anche i sindacati e le associazioni di categoria stanno tuonando contro Renzi e le mosse del governo nazionale. In tutto questo fa un pò effetto il silenzio del Pd. Nessun parlamentare lucano del Partito democratico (fatta esclusione per Salvatore Margiotta su Twitter) è entrato ancora nel merito. Eppure è il partito di Marcello Pittella. Senza attardarsi in dietrologie o sospetti è comunque  un dato che lascia perplessi. Tanto più che ieri sono arrivate prese di posizione a difesa della Basilicata anche da parlamentari non lucani e non del Pd soprattutto. E’ il caso del leader nazionale dei Popolari per l’Italia, Mario Mauro e del capogruppo di FdI alla Camera dei deputati, Fabio Rampelli. Nessuna parola invece da parte del capogruppo del Pd alla Camera che invece è lucano doc, Roberto Speranza. Come lui tacciono i vari big democratici: dal viceministro Filippo Bubbico al sottosegretario Vito De Filippo ai vari Vincenzo Folino e Maria Antezza. Evidentemente ci sono molte cose da chiarire all’interno del Pd nonostante la fase congressuale appena conclusa con l’elezione a segretario di Antonio Luongo. Anche se pare che proprio in queste ore dovrebbe svolgersi un incontro tra lo stesso Luongo e il presidente della Regione, Marcello Pittella per tentare di condividere una linea politica comune.

Ma per chi tace (almeno per il momento) c’è una flotta numerosa di politici che parlano e dichiarano il proprio no a Renzi. Innanzitutto i Popolari per l’italia di Mauro ma anche del senatore lucano Tito Di Maggio minacciano di uscire dal governo nazionale se «le decisioni politiche di Renzi continuano ad indebolire il Mezzogiorno d’Italia e a violentare i diritti civili ed i presidi Istituzionali lucani». Insomma Renzi potrebbe perdere alleati. Ed è il consigliere regionale dello stesso partito, Aurelio Pace che dopo aver ringraziato Mauro e Di Maggio «per la tempestiva presa di posizione a difesa delle prerogative di questa Regione» rilancia le critiche: «Il governo Renzi vorrebbe farci vivere come concessione o merce di scambio di interessi e poteri distinti e distanti dal benessere dei cittadini di Basilicata. Spaventa la superficialità e la leggerezza con la quale il governo nazionale affronta temi di vitale importanza per il futuro della nostra Regione, affidando il dibattito tra uomini delle Istituzioni ad un tweet e non a tavoli di concertazione qualificati e rappresentativi».

E prende le distanze dal decreto anche un altro parlamentare lucano. Per il deputato di Forza Italia, Cosimo Latronico infatti, sono troppe le dimenticanze di Renzi. Latronico in particolare ricorda il “Piano per il Sud” del 2011 (governo Berlusconi e ministro alla coesione Fitto ) che  deliberava un piano di interventi per rilanciare il Mezzogiorno. «Alcuni di questi interventi - prosegue Cosimo Latronico - riguardavano la Basilicata ed i suoi bisogni infrastrutturali: opere stradali per 1,359 md con una assegnazione di 206, mil ed un fabbisogno di 950 mil; opere ferroviarie per 212 mil interamente assegnate». Tra queste Latronico ricorda la Murgia - Pollino, la Basentana - Val d'Agri e la Matera - Ferrandina più il potenziamento della Potenza - Melfi, «solo per citare alcuni interventi attesi da anni, inclusi nella programmazione nazionale, che potevano essere inclusi nell'ultimo provvedimento del governo. Peraltro la ferrovia Potenza Foggia è interamente finanziata e potrebbe essere inclusa nel capitolo della tratta dell'alta  velocità Napoli Bari». «Dimenticanze  del governo Renzi - secondo il deputato di Forza Italia, Cosimo Latronico - che anche in questo caso trascura un modo una regione del Sud che sta fornendo un contributo straordinario al fabbisogno energetico del Paese. Questi sono i fatti, in aggiunta alla smemoratezza sulle problematiche energetiche , che giustificano un giudizio assai negativo sull'ultimo decreto del governo Renzi che motiva  una  forte reazione in difesa degli interessi dei lucani».

E immancabile la protesta e le critiche mosse dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa che punta contra il governatore Pittella: «A chi oggi spera di affidarsi alla dialettica parlamentare per poter salvare in extremis le ragioni della Basilicata, ricordiamo che le regole democratiche già sono state violate quando il Consiglio regionale è stato esautorato delle sue proprie prerogative di determinazione dell’indirizzo politico ed amministrativo della Regione e di controllo della sua attuazione».

sal.san.

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