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Anatra zoppa, stagnazione in consiglio
Chi fa l’opposizione?

Basilicata

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POTENZA - Quando Felice Scarano dice che a tornare subito alle urne la città non capirebbe, spiega  quel rischio che il centrosinistra di Potenza non vuole correre, non adesso almeno. È vero, il centrosinistra potrebbe anche assumersi l’onere di far battaglia, alzare barricate e diventare opposizione a prescindere. I numeri consentono allo schieramento che aveva sostenuto i candidati sindaco Roberto Falotico e Luigi Petrone di tenere in scacco l’aula, persino di far cadere il consiglio su provvedimenti fondamentali come il bilancio. Ma poi?

In consiglio comunale c’è l’anatra zoppa: centrosinistra maggioranza numerica piazzata al primo turno, ma non al governo. A guidare l’esecutivo c’è un sindaco che sì, invita da sempre al dialogo in nome dell’interesse cittadino, ma che in campagna elettorale è stato sostenuto da alcune sigle di centrodestra e che, in parte, quelle sigle ha portato in giunta.

«Il commissariamento non giova alla città. E credo che tornando alle urne, replicheremmo un esito incerto», dice il consigliere Scarano (Potenza Condivisa). Di più, il centrodestra potrebbe di nuovo vincere, garantendosi questa volta anche la maggioranza consiliare. Difficile pensare che il centrosinistra abbia voglia di rischiare.

Con il congresso regionale appena chiuso (non senza parecchie fibrillazioni) e quello cittadino alle porte, il Pd ha equilibri delicati da mantenere. Lo scenario regionale è poi complicato dall’irruzione di tematiche urgenti, come quella del petrolio o della spoliazione di rappresentanza, in un continuo rinvio di responsabilità e richiami istituzionali tra Roma e via Verrastro. Il caso Potenza non sembra al primo posto dell’agenda.

Le altre sigle dello schieramento, a partire da Centro Democratico, chiedono condivisione al Pd e chiarezza al sindaco De Luca: «Ci dica se davvero vuole collaborare».

Ma al momento i botta e risposta tra le parti tendono a fermarsi su polemiche legate al passato, al passaggio vecchia e nuova amministrazione, chi fa meglio, noi e loro. Votato il bilancio consuntivo «per responsabilità», pena il commissariamento, sarà il prossimo bilancio di previsione il terreno su cui chiarire meglio posizioni e ruoli. Chi fa opposizione? E che cosa significa la collaborazione tra gli schieramenti? Su quali scelte? Che idea di città verrà condivisa sulla spesa pubblica (se verrà condivisa)?

Anche nel centrodestra il fronte politico non è compatto. Il gruppo guidato dall’ex candidato sindaco Michele Cannizzaro spiega di essere «l’unica opposizione, quella che non fa sconti, né a De Luca, né agli altri».

Il M5S sceglie un atteggiamento «costruttivo», mentre il pezzo di centrodestra che ha sostenuto De Luca - FdI e Popolari - ricorda spesso «che l’aria è cambiata» a Palazzo di Città, che non è più come prima, gestione nuova.

Nel frattempo, a quelli di prima, il sindaco De Luca chiede collaborazione per «il bene della città». E loro ci pensano, spesso accettano. In un continuo rinvio di responsabilità e nella consapevolezza che ora, forse, tornare a votare, ecco, meglio di no.

s.lorusso@luedi.it

 

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