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Regionali, Ammazzateci tutti "irrompe" sulla scena
Pecora: «Abbiamo il dovere di soccorrere la Calabria»

Calabria

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REGGIO CALABRIA  - L'agone politico è un grande magnate e questa volta a subirne la forza attrattiva è il movimento antimafia Ammazzateci tutti che per il tramite del suo portavoce, Aldo Pecora, ha annunciato l'intenzione di partecipare alle elezioni regionali del prossimo autunno. «E' oramai evidente - ha affermato Pecora - che il Sud e in particolare la Calabria sono attraversati da una drammatica emergenza che non è più solo economica, ma etica e sociale; i calabresi di buona volontà non possono più voltarsi dall’altra parte, e noi giovani stiamo già costruendo con la società civile un’alternativa credibile, facendo nostro il monito di Papa Francesco per l’impegno in politica delle nuove generazioni e l'invito a non farci 'rubare la speranza'». 

Per l'esponente del movimento, «nato nel 2005 come reazione spontanea - si legge sul sito internet di Ammazzateci tutti - ai numerosi omicidi di ‘ndrangheta, culminati con l’assassinio di Francesco Fortugno», la Calabria «può e deve trovare dentro se stessa il coraggio di liberarsi dal male», pertanto, pur «consapevoli che in questo momento storico non converrebbe 'fare politica' in Calabria, men che meno provare a farlo da soli», Pecora e i giovani di Ammazzateci tutti affermano di essere «altrettanto consapevoli che non possiamo far finta di non vedere, perché così facendo ci renderemmo complici dell’eutanasia della nostra terra. E poiché è una situazione di emergenza - aggiunge il fondatore del movimento antimafia - in queste condizioni in politica non si entra, non si scende né si sale: noi, a partire dalla prossime elezioni, in politica abbiamo il diritto e il dovere di irrompere e di soccorrere la Calabria». 

Alla base della discesa in campo il movimento pone «la legalità e il lavoro» considerati «imprescindibili pilastri della nostra futura azione politica» e proponendosi «come artefici di un nuovo inizio, con un 'cantiere civico' aperto a tutte le persone di buona volontà ed anche a tutte quelle forze politiche che, trasversalmente, si riconosceranno nei nostri propositi e sceglieranno di unirsi al nostro popolo, naturalmente solo dopo aver reciso chirurgicamente le cancrene ed estirpato la gramigna che le hanno divorate e private di ogni credibilità e della fiducia dei cittadini».

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