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Petrolio ed estrazioni lucane
Bubbico e Pittella a confronto

Basilicata

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POTENZA - Petrolio, sanità, giustizia. Questi i temi principali attorno ai quali ha ruotato il dibattito sullo sviluppo in Basilicata in apertura della Festa della Cgil a Potenza in piazza Don Bosco, ieri. Un dibattito a più voci, moderato dal direttore de Il Quotidiano della Basilicata, Lucia Serino, che ha visto un testa a testa tra il vice ministro dell’Interno, Filippo Bubbico e il presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella in merito alla questione energetica. «La Basilicata non ha mai vinto all’opposizione ma quando è riuscita a coniugare la tutela dell’interesse nazionale con quello della comunità regionale», ha detto Bubbico ponendo come esempio al lotta di Scanzano contro il sito nucleare, portata avanti dallo stesso in qualità allora di presidente regionale.  «La mia preoccupazione – ha continuato – è che tutto si riduca a una questione di soldi. Se riduciamo tutto a uno scambio monetario rischiamo di perdere la battaglia.  Il problema è rimettere al centro il Memorandum e l’intesa istituzionale rinnovata. Detto ciò ritengo che la posizione del governo regionale va sostenuta per le ragioni, ma la battaglia va giocata sull’attualizzazione degli accordi Stato Regioni».

Dichiarazioni che a Pittella proprio non vanno giù, accusando Bubbico di «aver perso qualche puntata» nel dibattito politico regionale. Perché, «siamo partiti esattamente dalla riorganizzazione con il governo regionale e le compagnie petrolifere. Non mi sembra non vi sia un documento condiviso che recuperi esattamente questo obiettivo».

Ma c’è una questione concreta su cui fare i conti e cioè che  «il Patto di stabilità è al punto che gli imprenditori si suicidano o muoiono economicamente. Siamo al punto che il problema lede al dignità delle persone e la propria sopravvivenza. Basta genuflettersi al governo regionale e credo che su questo sia necessaria la concertazione di tutti. Delle compagnie petrolifere  e dei dieci posti di lavoro in più in Val d’Agri non me frega nulla. E’ il momento che il governo nazionale riconosca la specificità della Basilicata e il suo ruolo politico. Ecco perchè chiediamo le royalties fuori dal Patto di stabilità. Si tratta di uno strappo risarcito – dice rivolgendosi direttamente a Bubbico -  di cui voi dovete farne carico».

Il petrolio come unico volano di sviluppo per la Basilicata? E’ la domanda del direttore Serino. Il futuro della Basilicata ha la connotazione del petrolio anche per la Cgil, sia nelle parole del segretario  generale di Potenza Angelo Summa che del segretario nazionale Fabrizio Solari. «In un contesto di fragilità quale quello attuale non si può prescindere dal petrolio – dice Summa – Il tema è come coniugarlo con la salvaguardia del territorio in termini di salute e ambiente. Bisogna rivedere i rapporti con Eni e Total. Perchè il punto non è solo quello delle royalties ma dei posti di lavori effettivi».

Dello stesso parere Solari, che parla più in generale di nuove start up d’impresa e di investimento, quindi, delle risorse economiche. La discussione poi non può che ricadere sulla strettissima attualità. Rispetto alla soppressione della Corte d’Appello di Potenza  Bubbico si dice contrario ma pone un veto sull’efficienza del sistema, in parallelo con il resto dei servizi pubblici fondamentali, e annuncia «in via teorica» una possibile «riapertura del Tribunale di Melfi» per lo stesso principio: efficacia e ottimizzazione dei costi. Infine la sanità. Infine, il lavoro, con l’invito del sindacato al presidente Pittella a prendere decisioni rispetto al Piano lavoro.

 

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