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«Valorizziamo il territorio, non mortificarlo»
La riflessione di Franco Corbo

Basilicata

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POTENZA - La questione petrolio anima la comunità regionale. Politici, economisti, sindaci, amministratori s’interrogano sul futuro della Basilicata. Le prese di posizione sono ormai sempre più numerose e non mancano aspri commenti circa le politiche regionali, legate alla governance e al delicato rapporto tra Potenza e Roma. E non si esime dal dibattito nemmeno un uomo di Chiesa, ma anche da sempre attento alle tematiche sociali come don Franco Corbo.
Lo storico parroco della chiesa di Sant’Anna e San Gioacchino, fa il punto della situazione. Si dice nettamente contrario a nuovi pozzi petroliferi in Basilicata.
«Eventuali nuove perforazioni non farebbero altro che peggiorare una situazione di per sè già critica. Faccio una premessa: nella mia struttura religiosa ho attivato sessanta pannelli fotovoltaici con indubbi vantaggi energetici ed economici. Ma soprattutto abbassando l’impatto ambientale. Solo così si può andare avanti nella speranza che ben presto le cose cambino in Basilicata».
Il parroco potentino noto alla comunità per la costante attenzione che da sempre riserva al conflitto israelo-palestinese, aggiunge: «Le estrazioni non fanno altro che danneggiare l’ecosistema.
Ne è una conferma il fatto che in Emilia Romagna sono state avvertite delle scosse di terremoto e che a Roma, città finora mai toccata da simili problemi si è registrato un piccolo terremoto.
Le continue estrazioni petrolifere contribuiscono a creare problemi alle placche tettoniche e al sottosuolo. A mio avviso le cause sono da ricercare nelle multinazionali che pur di estrarre greggio provocano simili contraccolpi e panico incondizionato tra la gente».
Don Franco Corbo continua nella sua analisi: «In Basilicata ci sono strade colabrodo.
Le nostre arterie di collegamento sono da terzo mondo. Fino a qualche tempo fa si parlava di una strada di collegamento che da Potenza portava a Matera, riducendo di trenta chilometri la distanza tra i due capoluoghi, visto il transito dei veicoli verso Ferrandina e Gorgoglione. Ora non si parla più di questo, si discute solo di petrolio. Si continua a sperperare danaro in spesa poco produttiva. Credo che la scelta giusta sarebbe quella di incentivare turismo, artigianato locale e cultura.
Sono venuto a conoscenza che ben presto sarà creato un nuovo pozzo a Potenza, in contrada Pallareta. Possiamo assistere a queste cose? Mi auguro proprio di no». Ma il parroco guarda anche alla situazione nazionale: «I paesi europei e mondiali hanno reagito diversamente dall’Italia che a mio avviso resta una nazione in totale declino.
La politica deve darsi una regolata e pensare ai veri interessi degli italiani. Serve maggiore capacità d’ impresa locale, valorizzazione dei territori e miglioramento dell’accesso alle città principali. In regione sono presenti molti poli di attrazione culturale come quelli di Potenza, Lagopesole, Melfi, Tricarico, Venosa, Lavello, Barile, Metaponto, Maratea e Matera. Sarebbe giusto puntare su questo.
I soldi sono stati spesi male, serve maggiore capacità d’investimento e una migliore valutazione delle risorse da mettere in campo. Sono contrario a simili politiche che non fanno altro che peggiorare le cose in campo nazionale e locale.
In Brasile si usa la canna da zucchero per rendere meno inquinanti le zone urbane, in Italia questo non è consentito.
A mio avviso sarebbe bene gestire le risorse, con una maggiore capacità imprenditoriale».

 

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