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Il centrosinistra risponde a De Luca
«Prima azzeri la giunta»

Basilicata

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POTENZA - La precondizione, insiste il centrosinistra, è sempre la stessa: azzerare la giunta. Poi, forse, si potrà attivare un dialogo. «Sui temi, sia chiaro».
Il giorno dopo è un rincorrersi di reazioni e riunioni, telefonate e note tra alleati. Perché è evidente che l’apertura del sindaco di Potenza agli avversari non ha proprio spiazzato, ma sicuramente accelerato una riflessione.
Dario De Luca ha usato il palco della Cgil, venerdì sera, per ribadire quello che più volte ha sottolineato negli ultimi tempi: senza maggioranza non si governa. E l’anatra zoppa del capoluogo (maggioranza in aula compatta del centrosinistra, sindaco sostenuto dal centrodestra, in particolare Fratelli d’Italia e Popolari per l’Italia) si porta dietro un peso più gravoso di quello preventivato all’avvio del mandato. In una situazione economica più che difficile, con il bilancio di previsione alle porte, un’amministrazione proprio non può permettersi di subire le negoziazioni della politica su ogni singolo provvedimento.
Di più, nello stesso centrodestra De Luca non può contare su un fronte compatto. Un pezzo di quello schieramento, quello che fa capo a Forza Italia e alla civica guidata dall’ex candidato sindaco Michele Cannizzaro, seppur pronto a sostenere l’esecutivo, chiede conto, vuole segnali di collaborazione e «chiarezza».
I sostenitori del sindaco De Luca si sono affrettati a sottolineare che l’apertura fatta dal primo cittadino non va forzata nel significato: il sindaco ha parlato a tutte le forze in consiglio, spiegano, non solo a sinistra.
Ma i numeri raccontano un’altra necessità. Il centrosinistra può contare su due terzi dell’aula: è questo lo schieramento che dovrà gestire tempi e modalità della risposta a De Luca.
«Sarebbe una inversione di marcia rispetto al recentissimo passato, nel quale la collaborazione è stata solo nelle parole ma non nei fatti», fa notare in una nota il capogruppo di Insieme si Cambia, Gianluca Meccariello. Il consigliere impiega poco a elencare le vicende che il centrosinistra non ha mandato giù a proposito di collaborazione solo enunciata. La mancata consultazione per la composizione della giunta, per esempio, o il ricorso presentato per risolvere l’anatra zoppa in sede giuridica.
In vista dell’appuntamento con il bilancio di previsione, l’inversione di metodo è un auspicio: «L’intesa deve essere nei fatti».
Dall’azzeramento della giunta come precondizione per la discussione parte anche Centro Democratico. «Non comprendiamo se le dichiarazioni di De Luca - scrivono i consiglieri Fernando Picerno e Pietro Campagna - di fatto rappresentino un invito a una solidale azione di buon governo o una minaccia nemmeno tanto velata di dimissioni che trascinerebbero la città verso un commissariamento».
Il percorso suggerito: «Si azzeri la giunta di destra, si pensi ad un governo che eventualmente riequilibri la maggioranza presente in consiglio e si dia una mission specifica ad assessori e consiglieri, pensando anche a superare l’anomalia di governo comunale con un eventuale ritorno alle urne dopo aver superato l’emergenza».
L’ipotesi di ritorno alle urne è un passaggio delicato. Il centrosinistra non è sicuro di riprendere Palazzo di Città, caso mai si tornasse al voto. Il centrodestra, nonostante De Luca abbia più volte spiegato di non voler «tirare a campare», difficilmente potrebbe spiegare l’abbandono della legislatura.
Ecco perché l’apertura di De Luca ha accelerato i ritmi della riflessione. Con la mossa di un’apertura pubblica e chiara, con la disponibilità a modificare anche l’esecutivo, De Luca ha condiviso la responsabilità di fare uno sforzo per la città con gli avversari. Chi si assumerebbe, ora, l’onere di non raccogliere la sfida?

 

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