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Alla ricerca di una maggioranza
E se fosse quella degli "under 40"?

Basilicata

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IL primo consiglio su temi economici - non proprio il bilancio, ma comunque cifre e conti a cui badare - è anche la prima cartina di tornasole del clima che a Palazzo di Città è cambiato. Almeno un po’.

Dopo l’apertura fatta da Dario De Luca al centrosinistra sono giorni di trattative interne ai singoli schieramenti. Che fare?

Parlare con una voce unitaria (talvolta anche solo univoca) non è ancora possibile. In nessuno dei due fronti.

La mossa del sindaco di Potenza, l’invito a un tentativo di larghe intese lanciato dal palco della Cgil, ha suddiviso in parti più uguali la responsabilità di un eventuale collasso dell’amministrazione.

L’idea di un commissario - esito possibile in caso di mancata approvazione del prossimo bilancio di previsione o dimissioni del primo cittadino - sembra l’unico approdo che proprio nessuno vuole. Ma come risolvere l’instabilità? Maggioranza del centrosinistra, governo di altro colore.

E siccome De Luca è stato chiaro sul non voler «tirare a campare», gli schieramenti in aula hanno l’onere di una risposta chiara.

Certo, il problema è arrivarci.

Da qualunque prospettiva si guardi l’aula, la sensazione è che seppur in un clima di consapevolezza dell’anomalia, sia difficile individuare posizioni chiare.

Nei banchi del centrodestra Michele Cannizzaro, candidato sindaco sostenuto da Forza Italia e da una forza civica, è voce solitaria: continua a utilizzare toni molto critici, sicuro che l’apertura alla collaborazione abbia soprattutto il sapore «dell’inciucio, dell’accordo».

Toni diversi anche quelli che arrivano dalla coalizione che ha sostenuto il sindaco De Luca.

La dirigenza di Fratelli d’Italia, soprattutto a livello regionale, mantiene un atteggiamento ostile nei confronti degli avversari.

Il consigliere Gianni Rosa, coordinatore regionale della sigla, marca ogni giorno la distanza dal centrosinistra, sottolineando la discontinuità di azione rispetto alla precendente amministrazione cittadina e al centrosinistra in generale.

I Popolari per l’Italia, invece, anche per percorso politico, mantengono un profilo di maggiore moderazione.

Pur decisi a difendere la giunta di De Luca - per cui il centrosinistra ha chiesto l’azzeramento - non trovano sbagliato avviare il dialogo con l’altra parte dell’aula. Il senso: è necessario trovare una maggioranza. Ma per cultura, atteggiamento e forse contesto, «non è mica detto che bisogna attribuire all’idea di maggioranza un contenuto tipico della consuetudine».

 Quello che il consigliere dei Popolari per l’Italia Franco Morlino dice è che la voglia di collaborazione è soprattutto una questione di metodo. Prendendo in prestito un’immagine già utilizzata dall’assessore Leonardo Cuoco, suggerisce come modello «la maggioranza degli under 40», quella che potrebbe accorpare, in un governo di salute pubblica, il gruppo bipartisan dei giovani e nuovi amministratori.

Per dirla con Aurelio Pace, coordinatore dei PPI: «Sottrarsi a un confronto sui temi e alla riscrittura di un patto tra istituzioni e uomini che le rappresentano equivale a una non assunzione di responsabilità che la comunità non comprenderebbe e etichetterebbe come l’ennesima manovra di palazzo a discapito dei nostri concittadini».

Il centrosinistra è alle prese con il posizionamento interno. Che strategia seguire? Al momento l’unica nota certa è quella del tempo: lo schieramento ne ha chiesto un po’ di più, rinviando alla settimana prossima l’incontro con Dario De Luca.

Nel frattempo, le sigle dell’alleanza che ha nell’area democratica il peso numerico maggiore dovrebbero misurarsi in un confronto sulla posizione da tenere.

Non ce ne sarebbe sul tavolo soltanto una, stando al richiamo generale che il senatore Salvatore Margiotta ha fatto ieri su Twitter.

Sicuramente, in consiglio, il dibattito e la votazione sui nuovi tributi comunali hanno dato prova di un clima di studio: nessuna mossa azzardata, ma una tendenza a voler ascoltare quello che l’amministrazione ha da dire.

E da proporre. «A patto siano consequenziali», facevano notare ancora ieri i consiglieri in discussioni più o meno formali. Insomma, richiesta la condivisione di responsabilità, De Luca scelga di condividere sul serio idee e strategie, con tutti.

La precondizione resta l’azzeramento dell’esecutivo: «Poi si potrà discutere». Non prima di metà settima prossima.

sa.lo.

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