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Margiotta scuote la segreteria del Pd
«Ma quale unità?»

Basilicata

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POTENZA - Fatto il segretario, bisognava ricostruire il partito. Ma per ora il Pd lucano resta in preda all’anarchia. E a mostrare chiari segnali di insofferenza è il senatore Salvatore Margiotta. Fisicamente a Roma, ma con la testa evidentemente ai fatti di Potenza, affida le sue considerazioni a qualche cinguettio che in rete si far notare per toni e contenuti. Con i quali traccia la lista dei punti sui quali è venuta fuori tutta la debolezza del partito. A cominciare dalla partita del petrolio: «Emerge chiaramente insufficienza e inconsistenza di congresso regionale Pd solo di numeri e filiere», tuona con tweet il senatore. In quell’area  emersa come minoranza nell’ultimo congresso regionale, ora Margiotta indica i limiti di un Partito democratico che più che ritrovarsi su contenuti e programmi avrebbe fatto prevalere la sola conta dei numeri e le logiche di filiera. Risultato: un Pd ancora una impreparato ad affrontare le importanti sfide con cui in queste ore è alle prese, non solo la Regione ma anche la città capoluogo. Più che un vero e proprio attacco al neo segretario Luongo, che pur non essendo stato il suo candidato al congresso gode di nota stima da parte del senatore, una sorta di richiamo. Urgente, urgentissimo. Atto a chiarire come prima cosa un fatto: quali equilibri politici tra maggioranza e minoranza dopo il congresso? Sforzo di unità o legittimazione delle divisioni? Stando ai fatti - quelli che cita il vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai - di unità per ora nemmeno a parlarne. Anzi. Cita la sfiducia al segretario di circolo di Bella, “reo” di aver sostenuto la cosa di Lungo. Ma anche le vicende che riguardano il congresso cittadino. Nella sofferente direzione del partito di Potenza che era seguita alla dura sconfitta delle amministrative, emergeva la necessità di un congresso da tenere al più presto per superare le evidenti critictà. la data c’era: quella di sabato 20 settembre. Ma la pausa estiva si è portata via le buone intenzioni. Quindi, un rinvio per “editto”, senza nessun coinvolgimento dei componenti del direttivo. Un ulteriore segnale di debolezza del partito che messo di fronte alla proposta del sindaco De Luca di allargare la maggioranza, non è capace di elaborare una risposta unitaria e di fare sintesi. Insomma, ognuno lasciato libero di fare e dire la propria. Fino ad arrivare al tema più scottante che è quello del petrolio. Nei giorni caldi della trattativa Potenza-Roma, il Pd non è stato in grado di far emergere la propria proposta. Non c’è stata una discussione interna, per cui nessuno spazio a una linea unitaria, né  a eventuali posizioni divergenti e diversificate. Almeno ufficialmente un incontro tra il presidente Pittella e il segretario Lungo non c’è stato. E questo perché - ribadisce Margiotta che si rivolge anche al presidente del Consiglio, Piero Lacorazza - del congresso si è fatto esclusivamente «una questione di voti e di filiere». Quindi l’appello al segretario: «Attendo che batta un colpo».

m.labanca@luedi.it

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