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Consiglio regionale, passa a maggioranza la legge elettorale
Sbarramento all'8% per le coalizione al 4 per le liste

Calabria

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REGGIO CALABRIA – Non c'è solo l'attesa per le modifiche alla legge elettorale regionale. A palazzo Campanella ci si torna a riunire all'indomani della lettera con la quale la presidente facente funzioni della giunta, Antonella Stasi, ha proposto la data del 23 novembre per il voto regionale (LEGGI), una data che stavolta non è contestata dai politici. Nel corso della conferenza dei capigruppo, infatti, si è discussa anche la richiesta che il vescovo di Cosenza, Salvatore Nunnari, ha avanzato di spostare le elezioni per evitare la coincidenza con la cerimonia di canonizzazione a Roma del beato calabrese Nicola Saggio da Longobardi. Alla fine, comunque, il presidente del consiglio regionale Talarico ha comunicato di aver espresso parere favorevole al voto del 23 novembre ipotizzato dalla Stasi.

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I NODI DELLA LEGGE ELETTORALE - Lo scoglio più complicato, comunque era la risposta da dare ai rilievi sollevati dal Governo Renzi con l'impugnativa sulla legge elettorale regionale. Il centrosinistra aveva presentato una norma che di fatto riportava alla precedente legge elettorale. Un passaggio respinto dal presidente del Consiglio regionale Franco Talarico che ha dichiarato di non volersi assumere la responsabilità di fronte ai cittadini e di preferire invece una discussione sui rilievo formulati dal Governo. Ne è nata una vera e propria bagarre con toni esasperati e polemici da ambo le parti fino a giungere alla votazione laddove a valere sono stati i numeri della maggioranza che ha approvato, con l'astensione dell'opposizione e il voto contrario del consigliere Damiano Guagliardi, della Federazione della Sinistra, le nuove soglie di sbarramento fissate all'8% per quanto riguarda le coalizioni e il 4% per quanto concerne le liste singole. Per quanto riguarda il premio di maggioranza è stato fissato nel 55% mentre le circoscrizioni elettorali resteranno tre.

Sulla legge elettorale erano intervenuti mercoledì anche i parlamentari del M5S (LEGGI), che avevano contestato lo sbarramento per i partiti che, come quello grillino, non partecipano a una coalizione. 

LE 23 NOMINE IN SOSPESO - Al terzo punto dell'ordine del giorno dell’assemblea di oggi, c'è anche una raffica di nomine da parte del consiglio regionale. L'elenco è lungo. Se si guarda solo alle proposte che saranno portate all'attenzione dei consiglieri regionali i nodi da sciogliere sono addirittura 23. Le professionalità da individuare, invece, saranno molte di più. Palazzo Campanella, infatti, vuole trovare un rappresentante regionale nel cda della Sogas: la società che gestisce l'aeroporto di Reggio Calabria ed anche cinque membri, compreso il presidente, che andranno a sedere nel cda di Fincalabra

Dell'elenco, poi, fanno parte le scelte per il collegio sindacale di Calabria Verde: la società che ha mandato in pensione l'Afor. Il consiglio regionale, poi, dovrà esprimersi sulle professionalità da inserire nei consigli di amministrazione delle fondazioni che hanno a cura le minoranze linguistiche calabresi e, anche, per il comitato paritetico per le servitù militari. E, ancora, saranno da nominare i componenti per la Regione nei collegi sindacali delle Azienda sanitarie provinciali e delle Aziende ospedaliere calabresi. 

Sotto questo profilo l'assemblea, ancora una volta con la ferma contrarietà della minoranza, ha visto la maggioranza proporre di delegare al presidente del Consiglio Francesco Talarico, la nomina degli incarichi indifferibili ed urgenti rinviando il resto al nuovo consiglio

PREVISTA UNA NUOVA CONVOCAZIONE - Mentre si discute di come cambiare la legge elettorale il Consiglio regionale fissa già una nuova tappa del suo cammino rinviando ancora una volta l'addio dei consiglieri all'assise. Nel mesi di ottobre, infatti, si svolgerà una nuova seduta necessaria, a dire dei consiglieri, per eleggere i revisori dei conti.

CONTESTAZIONE E LANCIO DI UOVA - All'esterno di Palazzo Campanella, prima ancora che iniziasse la seduta, si è consumata una sere di proteste, tra le quali la contestazione dei precari e dei lavoratori socialmente utili. Contro l'ingresso dell'assemblea regionale c'è stato anche un lancio di uova.

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