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Petrolio e royalty, si cambia tutto
Da oggi inizia un nuovo corso

Basilicata

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POTENZA - Manca solo la firma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma la “telenolevas” si chiude. Il Capo dello Stato firmerà oggi.

La conferma è arrivata ieri  dal ministro Lupi che nel pomeriggio ha parlato: «Mancano solo le bollinature». Ma la questione è chiusa anche perchè il testo è già  stato diffuso alle varie associazioni di categoria nazionali che lo hanno già commentato nella serata di ieri.

Insomma manca solo l’ultimo passaggio presidenziale. E da quanto si è letto nel documento il decreto Sblocca Italia, almeno per la parte che interessa alla Basilicata è quello che avevamo ampiamente anticipato lunedì scorso. In realtà c’è l’aggiunta di una parola. Si tratta in ogni caso sempre dell’articolo 36 “Misure urgenti in materia di energia” e la variazione riguarda la frase “(...) nelle aree in cui si svolgono le ricerche e le coltivazioni di idrocarburi, subordinatamente e per gli importi stabiliti con decreto del Ministro dello sviluppo economico (...)». Nella versione anticipata mancava la parola “subordinatamente”. Il dispositivo è stato cambiato (dato che nella versione definitiva ci sono alcune pagine in più) ma per le questioni lucane no.

Insomma “subordinatamente” o no, cambia poco. Nella sostanza al di la del linguaggio propriamente tecnico, nella norma è precisato che in caso di aumento delle estrazioni petrolifere per gli anni che vanno dal 2015 al 2018, i ministri dello Sviluppo economico e quello dell'Economia - entro il 31 luglio di ciascun anno - stabiliranno le royalties che “usciranno” dal patto di stabilità spettanti alle regioni interessate (e quindi anche alla Basilicata).

Royalties che a quanto c’è scritto nel decreto possono essere utilizzate solo ed esclusivamente per investimenti. Ma c'è dell'altro.  Per l'anno corrente la quota di royalty fuori dal patto, indipendentemente dall'aumento o meno delle estrazioni, saranno contenute all'interno della legge di stabilità 2015.

Non sembra una vittoria su tutta la linea. Perchè è chiaro che se la Basilicata (e quindi Marcello Pittella) vuole che le royalties vengano escluse dal Patto di stabilità, i barili estratti per il 2014, 2015, 2016 e 2017 devono essere superiori a quelli estratti nel 2013. Insomma più petrolio più soldi. Una equazione a cui non ci si può sottrarre. Ovviamente c’è molta attesa per la conferenza organizzata da Marcello Pittella (vedere i dettagli a pagina 7) proprio per illustrare lo Sblocca Italia e per chiarire se si tratta di una vittoria o di una sconfitta.

Ma per rimanere all’articolo sulla materia energetica così come è stato consegnato a Napolitano si legge che c’è anche qualche dubbio sugli effettivi vantaggi. Perchè il governo si riserva di inserire gli eventuali benefici nella prossima Legge di Stabilità con una postilla che lascia tutto in forse: “...compatibilmente con gli obiettivi di finanza pubblica...”. Tanto più che fuori dal patto di Stabilità vanno le risorse del 2014. Non quelle di prima. Non fino al 2013. Insomma nella migliore delle ipotesi andranno esclusi dai paletti dell'austerity le royalties che stanno maturando in questo anno solare.

Con l'aggravante  che le risorse aggiuntive da scorporare dal patto di stabilità non possono essere utilizzate per appianare i debiti e pagare i creditori. I soldi delle royalties hanno un vincolo che deve restare: possono essere utilizzate solo per ricerca e innovazione non per spesa corrente. Insomma il nodo dei 200 milioni in cassa per ossigenare l'economia lucana, non si scioglie. Almeno così si legge. Poi se ci sono accordi diversi tra governo nazionale e governo regionale di certo saranno previsti in altri dispositivi di legge ma non nello “Sblocca Italia”.

Ad ogni modo si tratta di un decreto legge. In pratica ora dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni con i vari passaggi parlamentari. In teoria quindi è ancora modificabile.

s.santoro@luedi.it

 

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