Salta al contenuto principale

Botta e risposta Pittella - Latronico
Il presidente: «Non ha letto tutto il dl»

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 39 secondi

 

BOTTA risposta, ieri, anche tra il presidente Pittella e il deputato di Forza Italia, Cosimo Latronico, dopo che quest’ultimo aveva commentato molto scetticamente i risultati vantati da Pittella. «Forse il parlamentare - e’ stata ieri la risposta del governatore - si è limitato a leggere solo l’articolo 36 del decreto. Se avesse prestato l’attenzione che di solito, ripeto, egli mostra di avere nei riguardi dei provvedimenti legislativi, si sarebbe accorto che all’articolo 4, commi 5 e 6, il Governo Renzi, facendo proprie le richieste avanzate dalla Regione Basilicata, ha previsto la deroga di 50 milioni di euro per l’anno 2014 per i pagamenti effettuati con le royalties del petrolio. Sono convinto che nelle prossime settimane, in sede di conversione del decreto, l’onorevole Latronico, insieme con tutti gli altri parlamentari lucani, contribuirà a migliorare ulteriormente il provvedimento varato dal Governo, anche sulla scorta di una proficua interlocuzione, alla quale sin d'ora io lavorero', tanto con la Giunta regionale di Basilicata quanto con i gruppi politici presenti in consiglio regionale».
E la contro risposta di Latronico non è si è fatta attendere. Ribandendo sostanzialmente il giudizio espresso il giorno prima.
«Tranquillizzo Pittella sul fatto che non è lui l’obiettivo della mia posizione dialettica. Ma i contenuti del decreto “Sblocca Italia” che  continuo a ritenere insufficienti per offrire  risposte sostanziali alle attese di sviluppo dei lucani». E siega: «Intanto l’allentamento del patto di stabilità per il 2014 si riferisce a qualche milione di euro per il pagamento di debiti certificati (ma non esisteva già un obbligo dello Stato per il pagamento dei debiti pregressi?)  e poi per il futuro c’è un rinvio alla legge di stabilità e per gli anni 2015 /2018  ad una valutazione delle capacità incrementali di produzione petrolifera per spese in conto capitale. Il cuore del decreto - continua Latronico - si fonda su due pilastri: la centralizzazione delle competenze  in materia di concessioni minerarie che passa allo Stato ritenendole risorse strategiche della nazione e lo sblocca cantieri che accelera, anche attraverso la nomina di commissari, la realizzazione di una serie di opere pubbliche. Da un lato perdiamo come regione le competenze in materia di concessione minerarie, che vengono attestate allo Stato, e dall’altro non registriamo contropartite nè nella definizione degli obblighi che il governo si era assunto con l’articolo 16 del dl liberalizzazioni, né con la individuazione di opere pubbliche incluse, nè  ”Piano per il Sud” come avviene per altre regioni meridionali . La partita petrolio e sviluppo non può esaurirsi in qualche mancia per pagare un pò di debiti, ma nella richiesta di progetti produttivi (dove è andato ad allocarsi il progetto sulla chimica verde?) e di infrastrutture  attraverso una nuova intesa istituzionale che si alimenti con una quota  delle risorse fiscali legate al petrolio  che si estrae in Basilicata. Mi rendo conto che la partita non è facile, ma va giocata fino in fondo se vogliamo essere leali con il destino della nostra terra».

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?