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Chiusura Corte d’Appello di Potenza
M5S di Basilicata sul piede di guerra contro Renzi

Basilicata

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POTENZA - «No alla chiusura delle Corte di appello di Potenza». Inizia così il documento che il Movimento 5 stelle di Basilicata ha diffuso ieri al margine di una assemblea che si è svolta ieri a Rionero in Vulture.

Il documento dell’M5s che si pone l’obiettivo di «smascherare il pianto del coccodrillo del Pd lucano e l’arroganza del Governo Renzi contro la Basilicata» è firmato dall’europarlamentare Piernicola Pedicini, dal capogruppo al Senato, Vito Petrocelli, dalla deputata Mirella Liuzzi, dai due consiglieri regionali, Gianni Perrini e Giovanni Leggieri e dal consigliere comunale di Potenza, Savino Giannizzari.  

Insomma i pentastellati lucani si oppongono «fermamente all'ipotesi di chiusura della Corte di Appello di Potenza avanzata dal governo Renzi».

«Questa pseudo riforma - si legge nel documento grillino - rappresenta la continuazione del progetto di smantellamento della giustizia in atto da diversi anni nel nostro Paese, con il solo effetto di ridurre i presidi di accesso alla giustizia a danno dei cittadini e di aggravare i tempi già esasperanti dei processi.     Renzi e il Pd devono smetterla di agire sulla pelle dei lucani e usare la Basilicata come gli fa comodo: senza nessuno scrupolo vorrebbero raddoppiare le estrazioni di petrolio e senza nessuno scrupolo si appresterebbero a sopprimere un importantissimo organismo istituzionale».

E quindi i “portavoce” lucani del partito di Beppe Grillo sottolineano: «Qualora il Governo decidesse di chiudere anche la Corte d’Appello di Potenza, accorpandola ad un Tribunale fuori regione, si priverebbe la Basilicata di un’altra struttura pubblica con gravissime ricadute sul piano della legalità e sui costi economici aggiuntivi che i cittadini e gli operatori della giustizia regionale dovrebbero sostenere. In particolare, la chiusura potrebbe portare ad uno  smembramento di tanti altri uffici giudiziari e non della città di Potenza e della regione, come Procura Generale,  Tribunale di Sorveglianza, Tribunale e Procura Minorenni e Procura Distrettuale Antimafia, Tribunale del Riesame».

Ma non è solo la questione di perdere un presidio importante a preoccupare quelli del Movimento 5 stelle. Secondo i massimi esponenti grillini lucani infatti, «poi ci sarebbero i rischi nel contrasto alla malavita organizzata, dal momento che la riduzione dell’efficienza del sistema giustizia nel distretto di Potenza comporterebbe la conseguente riduzione delle forze dell’ordine e una minore difesa  del territorio rispetto ai tentativi di pericolose ingerenze della criminalità presente nelle regioni limitrofe».

E la nota prosegue con delle considerazioni: «Secondo i parlamentari del M5S in commissione Giustizia, Renzi e il ministro Orlando, più che fare dei tagli indiscriminati e confusi,  dovrebbero presentare una seria proposta per riorganizzare il lavoro dentro i Tribunali, seguendo e valorizzando le positività che già esistono e prevedendo concorsi pubblici, considerato che in Italia c’è una carenza di organici nel settore giustizia di oltre ottomila unità. Oltre a questo, il M5S ritiene che andrebbero snellite alcune procedure, incentivando, anche fiscalmente, chi ricorre a procedimenti giurisdizionali semplificati. Ma per farlo è necessario incentivare una nuova cultura tra gli operatori del diritto, in primis tra i giudici e gli avvocati».

La polemica si sposata quindi contro il Partito democratico: «In particolare, c’è da sottolineare che tale ipotesi (la soppressione della Corte di Appello di Potenza) è stata elaborata dal ministro della Giustizia, Orlando, esponente del Pd, nell'ambito del progetto di revisione della “geografia giudiziaria” italiana concordata insieme agli inaccettabili disegni di Silvio Berlusconi».

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