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La “Pittellaria” di Folino
«Così, alla Basilicata andrà molto male»

Basilicata

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POTENZA - Per spiegare quello che chiama «il rovesciamento delle relazioni» istituzionali, Vincenzo Folino parte dal caso Corte d’Appello e approda al petrolio, alla storia di Scanzano, a quella relazione tra giustizia e politica che ha segnato anni turbolenti della storia recente della Basilicata.

Sotto accusa il parlamentare democratico mette «l’inghippo lucano», i rapporti - e la conseguente gestione del territorio - tra Roma e via Verrastro. «Qualche volta l’assonanza di questi due livelli ha fatto bene, altre volte la dissonnanza ha creato contrasti. Ora, che c’è di nuovo sintonia, credo produrrà molto male alla Basilicata». Non cita direttamente, ma è evidente che si richiama al governatore Marcello Pittella.

In consiglio comunale a Potenza, dove si discute delle ricadute lucane della riorganizzazione dei presìdi della giustizia, Folino ripropone alcuni punti dello scontro solidificato nell’area democratica.

Il Pd al governo regionale contro il Pd partito, e viceversa. Talmente forte la divisione, da essere diventata un tema del recente congresso regionale.  Poche settimane dopo, di quell’invito alla tregua non c’è risultato.

La replica a Folino è arrivata indiretta. Anche il consigliere Mario Polese, vicinissimo a Pittella, era tra i banchi del consiglio potentino e sceglie di non far nomi. «Ho evitato l’inutile passerella politica, utile più a chi scambia un ruolo di rappresentanza istituzionale nazionale con quello di capoultra del fallimento auspicato della nostra regione - scrive su Facebook, riferendosi al deputato - Per il futuro mi auguro meno #zavorre in parlamento».

Sobbalza, nel frattempo, la destra potentina che sottolinea i toni dello scontro, tutto interno allo schieramento opposto. Il consigliere comunale Alessandro Gallella (FdI) segue il dibattito, annota e riassume: Vincenzo Folino contro il governo Renzi.

In realtà, l’intervento di Folino ieri a Potenza è andato oltre la contesa recente su patto di stabilità e royalty da svincolare (e sul cui accordo il deputato è molto critico perchè - dice - espropria la Basilicata).

Folino ha fatto un piccolo viaggio a tappe della recente storia istituzionale regionale. «Il tribunale da salvare, per esempio, doveva essere quello di Melfi, territorio sotto attacco della microcriminalità e crocevia della criminalità organizzata. All’improvviso, invece, nella bozza di riordino è venuto fuori l’accorpamento di Sala Consilina a Lagonegro».

Ora che sotto la scure rischia di finirci la Corte d’Appello, rafforza la lettura dei fatti. «C'è chi pensa di sopprimere la Regione Basilicata. Perché eliminare un presidio giudiziario simile significa anche tagliare sulla Dda, e lasciare le mani libere a potentati economici».

Ribellarsi come con Scanzano? All’epoca, racconta, dirigeva la protesta dal mozzo. «Come sempre, del resto». Prima o poi, dice, si deciderà a raccontare di alcune vicende della Basilicata. Nel frattempo, fissa il suo punto sulla battaglia dei centomila: «Il prezzo l’ha pagato Filippo Bubbico, anche per colpa di una magistratura lucana che non ha fatto bene il suo dovere». Anni dopo le indagini, Toghe lucane, le commissioni, le querele, le dimissioni dai governi locali, la caduta dei governi locali, elezioni, anni dopo, «ecco, se un garantista come me si sente più tutelato dalla magistratura che dalla politica, c’è da pensare».

Raccontata così, è una storia «di populismo» replica Polese, che del deputato non manda giù «l’atteggiamento di irresponsabilità istituzionale».

All’interno dello stesso confine di questa riflessione, si innestano i toni diversi di Roberto Speranza: «Serve unità», ribadisce sempre. La meta è l’interesse nazionale, «la Basilicata è un interesse nazionale».

Basta, come ricorda l’ex governatore De Filippo, terminare il ritornello della regione da sopprimere: «Non serve un atteggiamento di insorgenza, non serve citare ancora una volta Scanzano. Consiglierei di mettere insieme un gruppo di lavoro». Con questo clima, però, è molto difficile.

s.lorusso@luedi.it

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