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E Basta

Basilicata

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C'È SOLO UN modo per commentare la sconcezza delle relazioni istituzionali alla quale ci stanno facendo assistere da troppi mesi i signori della politica lucana, le stesse parole che usa Giuliano Ferrara nel pezzo su Zaza che offriamo anche ai nostri lettori oggi.

Le parole sono due: che palle.

A me fa specie vedere che l'intervento fatto ieri da un deputato democratico, Vincenzo Folino, al consiglio comunale di Potenza, sia vivisezionato e offerto con giudizio di condivisione dalla destra di Ignazio Benito La Russa.

E mi fa specie anche che il consigliere regionale Polese replichi augurando la fine politica di Folino per allegerire il parlamento di zavorra. E ancora che il presidente della Regione Pittella ometta deliberatamente di ringraziare pubblicamente Folino e Bubbico cercando la provocazione.

Ed è equivoco che, sempre Folino, se la prenda col governo Renzi, quello stesso governo di cui fa parte il viceministro Bubbico dal quale non mi pare di aver sentito parole di dissenso.

Non so cosa aspetti il neosegretario Luongo a zittire tutti.

Il petrolio è solo un pretesto. E non se ne può più neppure di questo deprimente canto funebre sulla Basilicata che sta morendo. Fosse un nichilismo poetico, una licenza alla Arminio o alla Di Consoli l'ascolteremmo volentieri, invece è un attrattore di escatalogica depressione.

Ma guardate un attimo oltre il vostro naso: quale altra regione italiana può contare su una risorsa come il petrolio? O su una partita aperta come Matera2019? Milano ha in cantiere un evento sputtanatissimo come l'Expo, di cui noi meridionali dovremmo essere felici per il semplice fatto che dimostra che la mafia non è un dna antropologico, ma un business che si muove attorno agli interessi pubblici (ecco, io comincerei a capire meglio quest'aspetto del flusso economico che ruota attorno al petrolio), le altre città candidate a capitale della cultura non hanno la fondazione che ha invece la Basilicata con uno stanziamento di fondi enorme sul quale bisogna vigilare nella malagaurata ipotesi che Matera non dovesse passare il turno.

Proprio ieri Matera ha avuto una conferma: è la città più sicura d'Italia. Questo per il turismo è una condizione d'attrazione sconfinata. Ve la siete fatta una passeggiata a Napoli con la polizia che sgomma per via Roma? O sapete cosa significa vivere (e io aggiungo: fare i giornalisti) a Reggio Calabria?

Ha ragione Antonio Polito: ci sentiamo talmente tanto ricchi che ci permettiamo di sputare su un'opportunità che è la ricchezza sulla quale camminiamo.

Ci piacciono i cilici, e così dobbiamo crocifiggerci con parole che sanno di niente, con slogan vuoti e spesso allusivi. Magari fossero espressione di filosofie politiche diverse, meriterebbero rispetto. Invece è solo una lotta di potere. Dice Lacorazza ai suoi ex padri: l'avete determinata voi la vittoria di Pittella, e ora ve lo tenete, navigando verso altre alleanze. Speranza è troppo uomo cerniera romano (a parte il carattere) per pretendere che usi toni come quelli che a giorni alterni riempiono un'antologia che non passerà alla storia o con tweet incazzati o con proverbi che non sono perle di letteratura. Folino ha bisogno del nemico permanente. Quando c'era De Filippo aveva gioco facile: l'ex governatore, per principio, negava qualunque contrasto. Pittella ha invece sempre il pugno pronto, del resto non gli riconoscono la vittoria elettorale e fanno di tutto per creargli sgambetti.

Sul petrolio abbiamo sentito solo no a prescindere. Prima che fosse pubblico il decreto Sblocca Italia c'era un prolisso dottrinare sulla necessità di destinare le royalty a investimenti e non a spesa corrente. Renzi li ha accontentati. E neppure questo va bene. C'era poi il problema dell'autonomia decisionale dei territori e mi fa piacere che Gianni Rosa si sia risvegliato d'un colpo federalista alla Cattaneo. Magari la Basilicata fosse cresciuta in un brodo culturale più laico, meno comunista e meno democristiana. La revisione del decreto ha modificato pure questo. E Renzi (che non mi piace per niente) è stato anche meno rigido di un Monti o di un Passera.

Il punto è la qualità della spesa e la capacità di programmazione. I 50 milioni di royalty di quest'anno, ad esempio, vanno a saldare, tra l'altro, le aspettative dei Copes. Portatemi un solo lavoratore formato lì che sia competitivo. L'Arbea? I consorzi di bonifica? Mi secca pure ripetere cose che abbiamo pubblicato per anni. La regione Basilicata è costretta a pagare oggi i debiti della politica di assistenza di ieri. Di cui Folino ha fatto parte. E pure Pittella.

Allora azzeriamo i debiti perchè persino quelli di gioco sono un'obbligazione naturale, ma poi, presidente, esiste un progetto reale di riassetto della governance? I dipendenti regionali sono tutti da dieci?

E se li toccano, voi del sindacato, siete pronti a non difendere l'indifendibile? Onorevole Folino se il piano “A” sul petrolio non va bene, vuoi aiutarci a mettere su un piano “B”?

Ribellarsi è la parola magica che non devono mai smettere di pronunciare tutti coloro che sognano un mondo migliore, però la ribellione è cosa diversa dall'odio personale che si sostanzia di pretesti quotidiani.

A meno che non ci siano fatti conclamati che però bisogna denunciare. Perchè un rinvio a giudizio per 200 euro – se questo è l'asso nella manica – non basta.

Sulla Corte d'appello, infine. Se non vogliano che la revisione della geografia amministrativa italiana passi per Trieste e Trento dobbiamo chiederci quale battaglia comune siamo disposti a fare. Avendo come riferimento di contesto – lo ripeto – i dati di ieri: Matera la città più sicura d'Italia e Potenza un poco più giù. Allora chiedo (chiedo, eh) agli avvocati di Matera: ha più senso che voi andiate in Corte d'appello a Bari o a Potenza? Poi: qual è il carico della Corte d'appello di Potenza e quale quello di Salerno?

Se il tribunale di sala Consilina è stato annesso a quello di Lagonegro (e gli avvocati del Golfo di Policastro ringraziano) e dunque c'è stato già un disegno giudiziario che supera i confini regionali, è possibile fare una battaglia perchè gli avvocati di Salerno vengano in Corte d'appello a Potenza? Gianni Rosa te la senti di metterti contro il tuo amico Cirielli? Folino puoi dirlo al sindaco De Luca (quello di Salerno)? Però basta con le invettive a catena.

Cicerone contro Catilina si limitò a quattro orazioni. Ed era Cicerone.

l.serino@luedi.it

 

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