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Royalty da spendere
Non solo subito ma anche meglio

Basilicata

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PIU’ estrazioni, quindi più royalty, che adesso per lo meno potranno essere spese subito, per effetto del superamento dei vincoli del Patto di Stabilità. Se è questo ciò che attende la Basilicata per i prossimi anni, non si può prescindere da un principio che si afferma spesso ma si pratica poco: una gestione più virtuosa del tesoretto della regione, non è solo un concetto quantitativo ma soprattutto qualitativo. Per i soldi che arrivano dal petrolio, così come per i fondi comunitari. Ma per state alla questione di più stretta attualità, ovvero le compensazioni derivanti dalle attività estrattive, basta dare un’occhiata a una delle slide presentata dal presidente Pittella nel corso della conferenza di venerdì per capire di cosa si sta parlando. E’ quella relativa all’utilizzo dei 50 milioni di royalty liberate dal Patto di stabilità: si possono utilizzare subito per il pagamento dei debiti. I capitoli di spesa sono da brividi: ben 14 sono i milioni destinati a Fondazione città della pace, Alsia, Apat e Arbea. A eccezione della Città della pace - progetto che per quanto virtuoso non si capisce come possa risucchiare tante risorse - si tratta di risorse che andranno a coprire i buchi di Agenzie regionali (Alsia e Arbea) che non sono servite ad altro se non a bruciare risorse pubbliche. Stesso discorso per il milione e mezzo destinato ai Consorzi di bonifica. Spesa largamente improduttiva. Che pone una questione: se la cosiddetta seconda fase del petrolio in Basilicata non sarà accompagnata da una nuova vera programmazione, con relativa riorganizzazione dei pezzi del sistema che fino a ora non hanno funzionato, il risultato sarà comunque un buco nell’acqua. E’ vero che le risorse liberate dallo “Sblocca Italia” - a eccezione dei primi 50 mln - sono vincolate a spesa per investimenti. Ma è altrettanto vero che allargare le maglie delle strette previsioni normativa non è sempre così difficile. Il passato insegna. Se il decreto in questione prevede espressamente che le risorse liberate siano indirizzate a misure per l’occupazione, con questo non si intende nè Forestazione, nè tantomeno Vie blu, che, così concepite, non rappresentano altro che puro assistenzialismo. Il presidente Pittella ha annunciato di voler ricorrere a un referendum in rete per decidere come utilizzare le ulteriori entrate provenienti dalla produzione Eni a regime (104.000 barili al giorni), dopo opportuna concertazione con parti sociali e datoriali. La bontà di tali scelte, passa anche dalla responsabilità che tutte le parti coinvolte sapranno dimostrare.

m.labanca@luedi.it

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