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Poteri regionali in materia di energia e ambiente
I democratici chiedono garanzie

Basilicata

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POTENZA - Alla Regione il Partito democratico fa quadrato e non esclude di presentare una impugnativa contro il decreto “Sblocca Italia”.

Sì, il decreto dello sblocco dei 50 milioni di royalties. Ma anche il decreto delle nuove estrazioni petrolifere da portare fino a 180 mila barili al giorno. E sempre lo stesso  decreto che di fatto concede al governo molti poteri in più rispetto alle materie energetiche e ambientali. E quindi i consiglieri regionali hanno chiesto di reagire a Pittella.

Ad ogni  modo, nonostante le enormi fibrillazioni che ci sono all’interno del partito la riunione del gruppo del Pd alla Regione che si è svolto ieri nel palazzo della Regione è stata definita proficua. E da quanto è emerso non ci stati scontri. Ovvio che qualche differenza di visione è emersa ma tutto entro i limiti di una semplice dialettica.

Alla riunione dei consiglieri regionale del Partito democratico guidati dal capogruppo Roberto Cifarelli hanno partecipato anche il presidente della giunta, Marcello Pittella e il neo segretario Antonio Luongo.

Due i temi di discussione. più importanti. Il primo appunto sugli effetti e sulle modifiche da proporre al governo per lo Sblocca Italia e il secondo sul nuovo Statuto regionale che è uno degli impegni assunti dalla maggioranza all’inizio della legislatura.

Per quanto riguarda il primo punto che è quello ovviamente che è stato più discusso e approfondito è emerso alla fine, secondo le autorevoli e numerose fonti, che il Pd regionale non vuole farsi schiacciare dal governo nazionale. In buona sostanza in materia di energia, ambiente e territorio è stato posto l’accento sulla necessità di non concedere allo Stato tutti i poteri. Per i consiglieri democratici la materia deve rimanere “concorrente” tra il livello nazionale e il livello regionale. Detto in soldono il Pd regionale ha chiesto al presidente della giunta regionale Marcello Pittella di agire a tutti i livelli istituzionali a partire dalla Conferenza Stato - Regioni per difendere gli interessi della Basilicata. In pratica l’obiettivo è quello di raggiungere nella legge che su nuove ricerche ed estrazioni e sulle concessioni debbe servire l’intesa tra governo nazionale ed ente Regione. Insomma non basta solo il passaggio informativo. Su questo ci sono state posizioni anche rigide.

Ed è questo l’iter per evitare lo scontro tra istituzioni che potrebbe addirittura portare il Consiglio regionale a impugnare sulla materia energetica le decisioni del premier  Matteo Renzi. I tempi: un paio di mesi prima della pubblicazione della legge. In ballo poi è stato anche posto il tema dei 26 mila barili di petrolio estratto oltre alle concessioni già esistenti (Eni più Total) per il raggiungimento della quota del “memorandum”. Anche su questo è stato chiesto il protagonismo decisionale della Regionale.

La riunione quindi ha affrontato il tema del nuovo Statuto regionale. Anche su questo tema sono state registrate visioni diverse soprattutto sull’aricolo che dovrebbe prevedere la sostituzione temporanea di un consigliere nominato assessore con il primo (e quindi a scalare se i consiglieri nominati assessori fossero più di uno) dei non eletti. Si è discusso infine anche della nuova legge elettorale che sarebbe slegata dallo Statuto. Anche su questo ci sono i primi orientamenti: si va verso un modello presidenziale con un numero di collegi che dovrebbe superare i due attuali. Per quanto riguarda i tempi, già dai prossimi consigli regionale e riunioni di Commissioni si dovrebbe entrare nel vivo della materia statutaria.

s.santoro@luedi.it

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