Salta al contenuto principale

Autosospensione, Folino non torna indietro
«Adesso agiscano gli altri del Pd»

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 12 secondi

 

POTENZA - L’atto estremo di Vincenzo  Folino scuote il Pd lucano che   all’indomani del suo “non in questo partito” prende posizione e si divede rispetto alla rottura formalizzata nella lettera a Renzi. Il primo a reagire, ieri mattina, è stato il neo segretario Antonio Luongo. Che definisce «serie» le preoccupazioni del parlamentare lucano (le stesse sulle quali la segreteria regionale, pur dando appoggio a Pittella, ha annunciato battaglia) ma che ne boccia il metodo. L’autosospensione è un atto - affonda Luongo - «non motivato e non condivisbile». In nome dell’unità del partito che invece così rischia «un effetto divisivo - spiega ancora il segretario - che rischia di introdurre nell’impegno comune ed unitario della Regione, del Pd, dell’alleanza di centrosinistra».

Ed è per questo che il segretario gli chiede un ripensamento. Lo invita a non far mancare il suo apporto «alla battaglia politica che l’intero Pd lucano sta combattendo». A sostegno dell’iniziativa della Regione.

Ma per un dietro front di Folino - che nella lettera a Renzi ha esplicitato bene che la sua sospensione rimarrà tale fino a quando il partito non saprà dimostrare un rinnovato interesse per la sua terra - non sembrano esserci le condizioni. E’ lui stesso a rispondere: «Nessun ripensamento. Mi assumo tutta la responsabilità di una scelta politica compiuta in difesa della dignità della mia regione. Ora sono loro che devono agire, se sono in grado di farlo». Resta fuori dal partito. Almeno fino a quando non ci saranno significative novità per la Basilicata. Rifiuta ogni lettura strumentale delle sue dimissioni dal partito e rimane fermo sulle sue posizioni.

Al suo fianco si schiera la componente che ha sostenuto Dino Paradiso, al congresso regionale. Che non fa mancare la critica a un congresso che si è rivelato «un’occasione persa». Chiede alla segreteria la convocazione di incontri territoriali sulle delicate questioni del petrolio. Attacca il Governo Renzi che continua a mandare «segnali di disattenzione». la componente Paradiso chiede a Pittella di prendere atto di quanto sta accadendo. Sottolineano come l’autosospensione di Folino testimoni la gravità di un quadro frammentato. Parlando di atto «coraggioso e chiarificatore, comunicativamente dirompente». Pur sottolineando un «ognuno è parte delle diverse responsabilità». Poche parole da parte del capogruppo, Roberto Speranza, che martedì scorso ha incassato di esponenti della sua area nella nuova segreteria, e commenta così la scelta di Folino: «Sono sicuro che rispetto a una questione così importante, saremo tutti uniti nell’iter parlamentare».

Si dice, invece, «molto contrario» il senatore Salvatore Margiotta. Rincara la dose Luca Braia che da facebook tuona: «Nessuno si chiami fuori. È nelle difficoltà che una classe dirigente avveduta e responsabile trova gli elementi di condivisione utili a sostenere una battaglia che nessuno può giocare in solitudine o vivere da spettatore». Serve il contributo di tutti, dice, «anche di quelli con il brutto carattere». Colpisce dell’intervento dell’ex candidato renziano alla segretaria regionale che ci sia una sostanziale condivisione della difficoltà del momento. Lontano dai toni entusiastici che aveva utilizzato lo stesso presidente Pittella. E Braia chiude con una conclusione che sembra marcare ancora di più la distanza rispetto al presidente della Regione, quando dice: «Basta posizionamenti, basta tattiche basta caporali, basta generali». Ma  basta anche «gladiatori solitari».   La crisi è ufficialmente aperta. E per quello che è possibile osservare al momento, la situazione politica interna al Pd va verso un inesorabile peggioramento.

m.labanca@luedi.it

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?