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Larghe intese a Potenza
Giunta politica o giunta tecnica?

Basilicata

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POTENZA - Il discrimine è nella tenuta. Tra una giunta politica e una giunta tecnica quale sarebbe più adatta a reggere (e fronteggiare) lo stato di caos e lo scarso equilibrio di Palazzo di Città?

La scelta sarà frutto di una valutazione complicata e di una trattativa che solo in queste ore muove i primi passi ufficiali. Obiettivo: risolvere l’anatra zoppa di Potenza e restituire alla città capoluogo qualche possibilità di governabilità.

Lo status quo, a Potenza, è un garbuglio niente male.

La maggioranza in aula è del centrosinistra che oggi può contare su due terzi dei voti a disposizione in consiglio comunale.

In questo schieramento convivono la coalizione che si era formata attorno al Pd fin dalla campagna elettorale a sostegno del candidato sindaco Luigi Petrone, sia l’intergruppo con caratteristiche di lista civica, guidata dall’ex candidato sindaco Roberto Falotico.

Domani il centrosinistra tornerà a riunirsi, dopo l’incontro avuto ieri sera dall’area democratica.

Le sigle “minori” del blocco che al primo turno ha sostenuto Petrone pongono la necessità di un riconoscimento. Chiedono di definire con chiarezza i confini dell’alleanza, tanto per marcare la primogenitura. Insomma - mandano a dire - Falotico e gli altri hanno dato appoggio solo in un momento successivo. Il timore è sempre quello della “prevaricazione”.

In un consiglio comunale poco stabile i numeri svolgono un ruolo fondamentale, anche in vista di una possibile rappresentanza in giunta.

L’intergruppo di Falotico è formato da quattro consiglieri; i cinque consiglieri delle sigle moderate  “non democratiche” sono spacchettati in più gruppi.

Il blocco democratico continua a porre due condizioni per intavolare la trattativa sulle larghe intese, così come chiesto dal sindaco De Luca, che è primo cittadino senza maggioranza, sostenuto da un pezzo di centrosinistra.

Le condizioni sono l’azzeramento della giunta, oggi troppo politica, e la scelta di una nuova giunta tecnica. Un po’ per ribadire che non c’è volontà di sostituzione, un po’ perchè sembra davvero difficile trovare una mediazione politica che metta insieme forze così distanti fin dai toni.

È sulla condivisione che il centrosinistra batte spesso, imputando all’amministrazione De Luca di non far seguire agli inviti alla collaborazione atti concreti. Motivazione alla base, per esempio, dell’astensione sui regolamenti Tasi e Imu: i provvedimenti - hanno detto i consiglieri di centrosinistra - sono arrivati come un pacchetto chiuso, senza che alcun emendamento fosse realmente valutato.

De Luca è sempre fermo su un punto: nessuno pensi di poter tirare a campare. Anche perché in calendario ci sono appuntamenti amministrativi importanti.

Il possibile slittamento del termine per l’approvazione del bilancio di previsione concede solo un po’ di tempo in più per definire conti ed equilibri politici, è una boccata di ossigeno, ma non la soluzione al problema. «Senza maggioranza non si governa».

Il sindaco si è detto disponibile ad aprire il governo della città, anche ammettendo di cedere postazioni di giunta. Ma De Luca potrebbe non accettare il profilo tecnico del nuovo esecutivo e chiedere di ripiegarsi a definire un esecutivo politico.

Sarebbe una certificazione della responsabilità condivisa: se il governo cadesse, se non arrivassero risultati, se i conti rimanessero in rosso, con un esecutivo bipartisan e politico, le responsabilità ricadrebbe su tutte le sigle, centrosinistra compreso.

Le prossime ore saranno importanti per i democratici che affrontano la vicenda potentina in un momento di scontro molto intenso nel partito a livello regionale. Venerdì la riunione della direzione cittadina potrebbe diventare un momento di sintesi.

s.lorusso@luedi.it

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