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L’autosospensione di Folino in tre punti
I motivi di una scelta

Basilicata

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POTENZA - Il Pd è di nuovo in fibrillazione. Il partito di Antonio Luongo non prende pace. Ora è alle prese con la querelle di Folino che si è autodimesso dal partito. Nonostante lo stesso Luongo sia da sempre uno dei suoi migliori amici, Folino prova a buttare la palla in tribuna per cambiare la partita.

Di certo ha fatto riesplodere il dibattito. Non c’è uno, di quelli che si interessano di politica a vario livello, che non abbia espresso almeno un qualche pensiero. Speso una parola. Ma su questo Vincenzo Folino è un maestro. Con i suoi interventi ha spaccato spesso in due le discussioni nelle Direzioni del partito. Con i suoi interventi sulla stampa ha creato dibattito accendendo gli animi. Con la sua ruvidità caratteriale ha avuto il merito molte volte di alzare l’asticella. E lo stesso ha fatto oggi. Prendendo a spallate il suo partito sul  tema del petrolio e sul futuro della Basilicata. Ha attaccato Renzi, Pittella e chi non si erge (a suo modo di vedere) a difensore del Sud e della Basilicata. Tutto questo gli ha “garantito” un’intervista su “Il fatto quotidiano” e richiami su i giornali nazionali. Insomma da un punto di vista della percezione mediatica: operazione compiuta. Da un punto di vista politico la questione è più complessa. Si prova a interpretare l’azione di Vincenzo Folino. E tre sembrano essere le chiavi di lettura.

La prima è quella del merito: Folino fa il “caterpilar” e travolge tutto quello che non gli sta bene. Dalla linea politica - programmatica di Renzi e di Pittella fino a lamentare un disegno che spoglierebbe la Basilicata di qualsiasi potere decisionale e che impoverirebbe la Lucania di buona parte dei suoi presidi istituzionali. E punta l’indice sul Pd che non starebbe difendendo gli interessi dei lucani. E sul merito non è rimasto solo. De Filippo e poi l’area Paradiso (Lacorazza) hanno condiviso  (almeno in parte) il grido di Folino. Insomma, si smarca, e prova a far emergere una linea diversa di quella del presidente della Regione.

Poi c’è la chiave di lettura sulla leadership. Folino non ci starebbe a essere superato a destra da Roberto Speranza e a sinistra da Piero Lacorazza. In ballo non ci sarebbe solo il prestigio ma anche il proseguio della carriera politica. Con la riforma del Senato i lucani che andranno in Parlamento saranno la metà. L’area di Folino oltre all’ex segretario diessino conta tra i papabili parlamentari gli stessi Speranza e Lacorazza, più Filippo Bubbico. Troppi e tutti uomini. Qualcuno è di troppo. E al momento Bubbico è viceministro, Speranza è leader di una corrente nazionale e Lacorazza sgomita e ha dimostrato all’ultimo congresso regionale di avere una sua personale batteria di voti e un’indole “sanguigna”. Con questo ennesimo strappo Folino di certo ha catturato di nuovo i riflettori e mette in un sol colpo in difficoltà Speranza sul livello nazionale e in ombra Lacorazza (che comunque dimostra lucidità non lasciando solo Folino sulla questione del merito contro il governo) sul piano del temperamento. Quasi per dire: “quello che spacca sono sempre io”. Potrebbe pagare dazio anche Bubbico che fa parte del governo Renzi. Ma la sintonia tra i due è a prova di “bomba”.

E infine c’è la terza lettura. Quella della nostalgia e del petto in fuori. Chi lo conosce dice che non ha trovato la propria dimensione in Parlamento. Ai salotti borghesi preferisce la sincerità popolare. E chi lo conosce giura che scambierebbe volentieri Roma con Potenza. In questa logica la sua potrebbe essere una mossa per tornare indietro indossando i panni del  “salvatore della patria”. Magari il suo obiettivo è quello di “riprendersi” la Regione e salvarla dai renziani e dai Pittella. Anche posizionandosi fuori dal Pd e facendo l’occhiolino a quelli del centrodestra che in lui vedono un vero “rivoluzionario”. E se si ha un pò di memoria il progetto, Folino lo aveva già minacciato  nel 2009, quando parlava di una lista del presidente per la Regione antagonista al Pd con Bubbico, Perri e Navazio. Poi l’elezione di Speranza a segretario regionale fece passare la febbre.

La sensazione comunque è che tutto sarà  più chiaro nei prossimi giorni. 

s.santoro@luedi.it

 

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