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Congresso cittadino entro metà novembre
Margiotta contro Folino: «Ci divide la teatralità»

Basilicata

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POTENZA - Nessuno si aspettava che la sala fosse così vuota, non a Potenza, dove il Pd deve risolvere parecchie questioni, congresso, rapporto con l’amministrazione di centrodestra, strascichi elettorali. «Cominciamo a indicare gente motivata, non figlie, mogli, zie e così via», è sbottata Lucia Sileo, presidente che sente il peso delle sedie vuote e i richiami agli organismi di partito.

Poi magari le cose cambiano.

Al momento è cambiato soprattutto il clima dall’ultima direzione pre-vacanze in cui il Pd si era arrovellato sul perché e sul come di una sconfitta eclatante. «Diciamolo chiaramente». Il peggio, ha fatto notare il senatore Salvatore Margiotta, è «che ci siamo persi per strada quel senso di tragico che ci aveva almeno spinti a riflettere».

E invece no, c’era il congresso regionale, poi è arrivata l’apertura di De Luca, poi l’urgenza delle liste da comporre in Provincia. Nel frattempo il Pd si perde ogni giorno un po’ di più e a Potenza si mostra in conflitto perenne.

Ora che c’è da convocare il congresso - era atteso fin dallo scorso febbraio - il punto è trovare, ancora prima di una data condivisa, il metodo per decidere. La cabina di regia proposta da Mario Polese non piaceva a Gianpaolo Carretta: «Meglio subito». Purché non ci si dimentichi di parlare di come è andata davvero, ha fatto eco Antonello Molinari, segretario provinciale che resterà senza segreteria, se Antonio Luongo modificherà come proposto l’organizzazione del partito.

«Abbiamo rinviato il congresso previsto per il 20 settembre perché non c’erano le condizioni per celebrarlo». E no, «però, Giampiero così non va, al massimo è la direzione a dover stabilire se il congresso non si terrà». Margiotta ha rimbrottato Iudicello, che da segretario uscente ha risposto: «Sì, va bene. Poi, però, facciamo in modo che sia un congresso sui temi e non sui posizionamenti».

Prima o poi qualcosa cambia.

Alla fine della direzione cittadina, il Pd di Potenza si è dato una data limite - il 15 novembre - oltre cui non andare. Meglio ancora anticipare. La proposta di Iudicello non è stata votata, troppo pochi in sala per ratificarne l’ufficialità. Almeno è un punto fermo.

Il resto è soprattutto un dibattito che tiene dentro lo scontro nel partito, questioni cittadine (larghe intese sì, no, come?) e regionali (perché su petrolio e sullo strappo consumato dall’autosospensione del deputato Folino proprio non si poteva glissare).

L’anatra zoppa di Potenza sta sempre lì, sullo sfondo: il centrosinistra maggioranza in aula con 24 consiglieri su 30, praticamente un blocco unico. Peccato il sindaco sia stato sostenuto «dalla destra estrema, altro che centrodestra». Margiotta ha sottolineato il distinguo per ribadire che l’unica opzione possibile è forse un governo tecnico, a scadenza, su due o tre punti. Un po’ come fu con Letta, «ma pensare ad un’intesa politica proprio non si può. Non funziona più il gioco del conquistare al nostro campo campioni del  centrodestra».

Giunta tecnica, la precondizione che torna negli scenari tracciati da molti. Ma De Luca, sindaco senza maggioranza, ma anche senza troppa voglia di trascinare l’agonia dell’ingovernabilità, accetterebbe? All’amministrazione  chiedono un po’ di coerenza: se il sindaco propone larghe intese poi non decida di imperio su ogni questione. «Noi, però - è la postilla messa in calce da Iudicello - dovremmo prima dirci che idea abbiamo di città». E poi c’è la regione, l’equilibrio precario di un partito diviso tra governo e politica, che adesso fa i conti con l’autosospensione di un suo parlamentare. «Non è cosa da poco». Come fatto già più volte, Margiotta ha spiegato cosa ne pensa. «Sul petrolio siamo d’accordo praticamente su tutto: che la Basilicata sta già dando molto, ottenendo poco e utilizzando malissimo quel poco che riceviamo. Siamo tutti d’accordo sulla tutela di salute, ambiente, occupazione». Allora su cosa si poggia la spaccatura? «Sul nulla, sulla teatralità. Peggio, se a marcare la differenza è chi in quella lunga storia che lega Basilicata, petrolio e Stato ha avuto grandi responsabilità».

s.lorusso@luedi.it

 

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