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Pd, Guerini arriva in Calabria per ufficializzare le primarie
ma prevalgono tensioni interne per le provinciali

Calabria

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CATANZARO - Lorenzo Guerini, vicesegretario nazionale del Pd, sarà lunedì in Calabria per partecipare all'assemblea regionale del partito. La riunione è stata convocata dal presidente Peppino Vallone, per domani, all’Hotel Eurolido a Falerna Marina. Guerini arriva in Calabria in un clima di forti tensioni interne, a pochi giorni dalle elezioni provinciali a Vibo prima, e poi a Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria.

Nel territorio calabrese sono molte le lacerazioni interne. Prima fra tutte quella di Vibo Valentia, con lo stesso Guerini che è già intervenuto per diffidare i contendenti da usare il simbolo del partito per le elezioni provinciali (LEGGI L'ARTICOLO). Ma quella di Vibo non è l'unica situazione di difficoltà. A Catanzaro, sempre in vista delle provinciali, la coalizione di centrosinistra ha scelto di candidare a presidente il segretario provinciale dei democratici, Enzo Bruno, ma lo stesso Bruno ha trovato le critiche di alcune frange interne al suo stesso partito. 

LA SCOMMESSA DELLE PRIMARIE - Argomenti che si intrecciano con la discussione dell'assemblea regionale, chiamata a dare il via libera alla decisione di svolgere le primarie per le elezioni regionali il prossimo 5 otobre. I lavori, che avranno inizio alle 17, saranno aperti dalla relazione del segretario regionale Ernesto Magorno.

All’assemblea sono stati invitati ad intervenire i candidati alle primarie del centrosinistra e il candidato sindaco del centrosinistra alle elezioni comunali di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. Le conclusioni saranno affidate al vicesegretario nazionale del Pd, Lorenzo Guerini.

«L'Assemblea - afferma Magorno - rappresenta per il nostro partito, che è una forza politica autenticamente democratica, un luogo "vivo" nel quale si svilupperà serenamente e liberamente il dibattito. L’Assemblea di domani avrà il fondamentale compito di confermare l’appuntamento delle primarie del 5 ottobre. Oltre a questo il dibattito, naturalmente, verterà sugli indirizzi ed il percorso da intraprendere in vista dell’importantissimo appuntamento regionale elettorale di novembre. La presenza di
Guerini, che voglio nuovamente ringraziare, è un’ulteriore testimonianza delle perfetta e costate sinergia che in atto tra la segreteria nazionale ed il Pd regionale».

«Sono fiducioso e certo - conclude Magorno - che l’Assemblea di domani sarà un’altra bella pagina per il Pd calabrese, che nel confronto democratico saprà trovare le ragioni dell’unità e la dimensione di partito guida di una nuova stagione di buongoverno per la Calabria».

LE TENSIONI VIBONESI - Il clima teso di questi giorni rischia, però, di non aiutare la discussione serena nel Pd. A Vibo c'è una spaccatura netta e dopo le critiche di Guerini, il segretario vibonese Michele Mirabello ha replicato a muso duro: «Mai ci siamo discostati dalle indicazioni del regionale». Affermazioni che chiamano in causa anche la segreteria regionale del partito e alimentano le tensioni interne. Polemiche e divisioni che si moltiplicano anche nelle altre province, in tutte le coalizioni, a conferma delle difficoltà vissute nelle forze politiche. E' il caso di Cosenza, dove il centrodestra rischia di diversi sul nome di Occhiuto (LEGGI). 

A Vibo, oltre alla lista che ha il simbolo del Pd, ne è stata presentata un’altra di cui fanno parte esponenti del Pd vicini all’ex presidente della Provincia Francesco De Nisi, all’assessore regionale del Ncd Nazzareno Salerno ed al consigliere regionale di Fi Salvatore Bulzomì. Della stessa lista fa parte anche un candidato di Fdi.

Mirabello afferma nella lettera a Guerini: «Il sottoscritto è stato ampiamente ai patti lavorando in costante contatto con Magorno che non può non averti riferito di aver appreso in viva voce dell’esito della riunione finale, e della decisione unilaterale di una parte del partito di abbandonare la riunione, rappresentando le difficoltà a tornare indietro dagli impegni già assunti con altri non meglio precisati soggetti politici e rifiutando tutte le proposte per una lista unitaria, che ho formulato in conformità ai dettami di un intercorso contatto telefonico che ho avuto con te. Lo stesso segretario regionale - aggiunge - non mi ha mai comunicato, né formalmente né informalmente, all’esito della riunione in cui un’area ben definita ha di fatto sconfessato le indicazioni del nazionale e del regionale, alcuna interdizione all’utilizzo del simbolo del partito».

«Ritengo - rincara Mirabello - che ad aver compromesso l'immagine del partito sia questa circostanza più di ogni altra. Osservo però sbigottito questa sorta di processo nel quale stranamente, ed improvvisamente, assumo il ruolo inaccettabile di imputato. Solo il circolare (in)controllato di informazioni parziali e raffazzonate, può avere generato questo clamoroso ed inaccettabile ribaltamento delle posizioni. Ma a preoccuparmi - conclude il segretario rpovinciale - è il rischio di delegittimare un’intera classe dirigente alla vigilia di appuntamenti elettorali, magari concretizzando così in forma indiretta gli spregiudicati e reali obiettivi del centrodestra».

Redazione web

 

 

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