Salta al contenuto principale

L'Europa dalla A alla Z
Politiche, azioni, opportunità

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 43 secondi

 

Y COME YOUTH GUARANTEEIl vocabolario europeo sta per arrivare alla fine e prima della Z incontriamo la Y, che dedico ad una politica che è in fase di attuazione e che potrebbe significare molto per i giovani europei: la Youth Garantee.

Forse avrete sentito parlare della garanzia giovani, ed è doveroso sottolineare che questa misura del Governo è figlia di una politica europea che cerca di stimolare la crescita occupazionale.

Youth Guarantee, infatti, è il Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile.

Con questo obiettivo sono stati previsti dei finanziamenti per i Paesi Membri con tassi di disoccupazione superiori al 25%.

E’ principalmente dedicato alla generazione NEET, una sigla che fa paura perché è sinonimo di rassegnazione. “Not in Education, Employment or Training” sono i ragazzi che non studiano, ne lavorano ne fanno apprendistato, quelli che in sostanza si sono arresi.

Ed il problema non è solo italiano, evidentemente, e quindi dalla Commissione europea è nato questo piano che ha l’ambizioso obiettivo di abbattere gli spaventosi numeri della disoccupazione giovanile.

La Raccomandazione europea del 2013 aveva già suggerito di adottare misure che vadano in quella direzione: garantire ai giovani al di sotto dei 30 anni un’offerta di lavoro valida o il proseguimento degli studi oppure un tirocinio entro quattro mesi dall’inizio della disoccupazione o dalla fine del percorso scolastico formale.

 I cittadini tra i 15 ed i 29 anni possono fruire di questa iniziativa concreta che può aiutare l’inserimento nel mondo del lavoro, valorizzando attitudini e passioni, tenendo in considerazione il background formativo.  Le misure previste dalla Garanzia sono molteplici e di varia natura, vanno dall’accoglienza all’orientamento, dalla formazione all’apprendistato, dal servizio civile al sostegno all’autoimprenditorialità, dalla mobilità professionale al bonus occupazionale per le imprese.

Di certo è un meccanismo che ha bisogno di essere oliato, ma considerando che è una politica europea che i governi devono attuare non possiamo che aspettarci efficacia e trasparenza.

Le politiche pubbliche hanno bisogno certamente di un impulso dalle istituzioni, ma a volte possiamo anche come cittadini provare a contribuire nella ricerca delle soluzioni ai problemi.

Tutta teoria? Assolutamente no, ed è il caso di un esperimento che a Barcellona ha funzionato ed ha dimostrato quanto, molto spesso, piccoli gesti fatti da molti possono cambiare radicalmente la vita dei cittadini.

Hanno dimostrato come ridurre efficacemente il traffico cittadino: 200 persone, che di solito viaggiano su 175 automobili, sarebbero i passeggeri di due autobus, con un impatto evidente sulla qualità della vita.

Questo esperimento s’inserisce all’interno di un progetto, “Do the right mix” che punta alla mobilità sostenibile.

 Per quanto riguarda le piccole e medie imprese, invece, è opportuno rimarcare un accordo siglato tra Usa  e Ue per il commercio e gli investimenti.

E la particolarità è che online fino al 15 dicembre si può partecipare alla consultazione, rispondendo ad alcune domande di un sondaggio.

“La vostra voce in Europa”, infatti, non è solo uno slogan, ma è una parte fondamentale della costruzione del cittadino europeo. Cercate sui motori di ricerca e partecipate a consultazioni o dibattiti, almeno per capire cosa bolle in pentola a Bruxelles.

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?