Salta al contenuto principale

Elezioni Provinciali
A Potenza è Valluzzi contro nessun altro

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 48 secondi

POTENZA - Un solo candidato presidente, 4 liste e 44 aspiranti consiglieri. Questa la fotografia delle liste presentate ieri mattina all’ufficio elettorale della Provincia di Potenza. Il centrosinistra fa il pieno con tre liste, più quella simbolica del candidato presidente che è come è noto, il presidente uscente della Provincia e sindaco di Castelmezzano, Nicola Valluzzi. Insomma lui ha già vinto. A sostenerlo c’è il Pd che ha composto una lista di 12 candidati perfettamente divisi tra pittelliani e “tutti gli altri”.

Poi una lista del centrosinistra “tradizionale” con 8 candidati equamente divisi tra Psi, Sel, Centro democratico e Realtà Italia e infine una lista composta da esponenti del Nuovo centro destra, dell’Udc e dei Popolari per l’Italia che pure sostengono il candidato del centrosinistra e che di fatto hanno superato il confine rompendo la linea di demarcazione del centrodestra.

Una scelta di coerenza dicono perchè a livello nazionale si va creando la costituente di centro e perchè sostengono il governo Renzi. Ed è così (forse). Ma stride con quanto accaduto pochi mesi alle scorse amministrative di Potenza dove Ncd, Udc e Popolari stavano un pò con il candidato sindaco alla fine vincitore Dario De Luca e un pò con l’altro aspirante sindaco di centrodestra, Michele Cannizaro. Insomma le dinamiche politiche sono mutate velocemente.

Tanto che a mantenere alta la bandiera del centrodestra sono rimasti (e questa volta di nuovo insieme) Forza Italia e Fratelli d’Italia che dopo aver litigato ferocemente alle comunali potentine ora si ritrovano a combattere dalla stessa parte.

Certo è una “guerra” impari visto che dall’altro lato in pratica ci sono tutti gli altri. E a dirla tutta anche l’obiettivo di Fratelli d’Italia e Forza Italia è minimo: eleggere qualche consigliere provinciale. Tanto che non hanno nemmeno presentato il loro candidato presidente. Per una questione di numeri: serviva la firma del 15 per cento degli aventi diritto al voto (sindaci e consiglieri comunali in carica). Ma anche per evitare una “brutta figura” al candidato (chiunque fosse stato) di bandiera.

In tutto questa scomposizione politica è chiaro che non può fare salti di gioia il sindaco di Potenza, De Luca che già aveva difficoltà a far quadrare i conti. E quindi non è un caso che lo stesso De Luca abbia minacciato le  dimissioni «nel caso in cui prevalgano interessi di parte».

Detto questo, analizzando le liste si nota una spartizione matematica nelle varie liste della Provincia di Potenza. In particolare nel Pd con Calabrese, Camillotto, Di Perna, Piarulli e Sarli in quota Pittella più Sagarese di Margiotta. Ai sei renziani corrispondono 6 dell’area Luongo, Speranza, Lacorazza, De Filippo che sono: Larocca, Latorraca, Mastromartino, Nardiello, Summa e Vita.

Manuale Cencelli anche per il centrodestra con 6 di FI e 6 di Fratelli d’Italia.

Nella lista di centrosinistra anche c’è una perfetta divisione: 2 di Sel (Cervellino e Nardozza), 2 del Psi (Di Lonardo e Maruggi), 2 di Cd (Alagia e Macchia) e 2 di Realtà Italia (Cicale e Iallorenzi).

Ad ogni modo la presenza di un solo candidato presidente in una elezioni in cui sono di fatto esclusi i cittadini non è un bel vedere per la democrazia partecipata.

s.santoro@luedi.it

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?