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Provinciali, a Cosenza la contestazione dei grillini
I consiglieri M5S diserteranno il voto: «Una farsa»

Calabria

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COSENZA - Alle elezioni provinciali di Cosenza, in programma il 12 ottobre, non parteciperanno i consiglieri comunali grillini. Lo hanno annunciato in una nota nella quale definiscono «una farsa» la consultazione, la prima che si svolge con il meccanismo della riforma, per la quale elettorato attivo e passivo spetta a sindaci e consiglieri  comunali del territorio. In Calabria sono coinvolti 4 consigli provinciali su 5 (Reggio dovrà assumere lo status di città metropolitana), ma Vibo Valentia è l'unica che anticipa la data al 28 settembre.

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I consiglieri comunali grillini del Cosentino, fanno sapere che non si recheranno alle urne perché, scrivono, «siamo profondamente convinti che farlo rappresenti uno schiaffo alle nostre convinzioni più profonde». La consultazione, affermano, vedrà «la casta che eleggerà la casta». Sono sette i firmatari della nota che è stata diffusa: si tratta di Francesca Menichino (consigliere comunale ad Amantea), Manlio Caligiuri, Mariella De Franco e Francesco Rospo (Celico), Francesco Sapia (Corigliano), Davide Tavernise (Crosia) e Domenico Miceli (Rende). 

«Il movimento 5 Stelle, al contrario dei partiti e delle finte liste civiche presenti sul territorio - prosegue la nota - da sempre si batte con coerenza per l'abolizione delle Province. Non è un caso se appena insediato il nuovo governo Letta, precisamente il 13 maggio 2013, abbiamo presentato in Parlamento un decreto legge che ancora oggi - com'era prevedibile - non è stato neanche calendarizzato. Nel frattempo, però, abbiamo assistito alla finta abolizione delle Province, allo svuotamento della democrazia, all’aumento delle poltrone, alla mancata riduzione dei costi della politica, alla complicazione degli apparati istituzionali. Ultimo tassello di questa deriva della partecipazione è rappresentato dal voto segreto consegnato nelle mani di pubblici amministratori scelti dai cittadini che consumeranno i più beceri trasversalismi nel
nome della conservazione e della spartizione del potere».

Per i sette grillini, la votazione del 12 ottobre è una «mistificazione della realtà che porterà nelle mani di pochi la gestione di ingenti risorse che saranno distribuite come al solito seguendo logiche campanilistiche e di clan. Noi - dichiarano - il 12 ottobre saremo a Roma per partecipare al grande evento "Italia 5 Stelle". Nel resto del Paese si consumerà l’ennesima farsa ai danni della democrazia».

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