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Potenza, è stallo sul rimpasto
De Luca nella morsa dei partiti

Basilicata

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POTENZA -  E’ stallo nella vertenza politica al Comune di Potenza. E non solo per una questione di tempi, a causa di una riserva che il Partito democratico non ha ancora sciolto sull’sos lanciato dal sindaco De Luca: subito rimpasto o si torna alle urne. Ma soprattutto per posizioni tra le parti che al momento sembrano inconciliabili.

Perché, anche se per ora manca ancora l’ufficilità, la linea del Pd di Potenza sarebbe già abbastanza definita. La direzione cittadina che la scorsa settimana si è conclusa con un nulla di fatto, ha rimandato la questione a una nuova riunione dei democratici che si terrà domani.  Ma la discussione interna ai democratici sembra ormai orientata verso una soluzione: sì alle larghe intese al Comune, ma solo a condizione di una Giunta di tecnici. Posizione ampiamente condivisa, anche se con i dovuti distinguo. Innanzitutto i paletti che pone il senatore Salvatore Margiotta: appoggio alla squadra di tecnici solo se a tempo determinato (condizione che lo differenzia dal consigliere Polese, in atteggiamento più dialogante sul punto specifico); e, soprattutto, solo con l’appoggio all’operazione da parte di Fratelli d’Italia. Insomma, il riequilibrio della difficile situazione politica emersa dalle urne di maggio - per il senatore - non può passare attraverso un ribaltone. Con il rischio che questo si possa trasformare in un fattore di ulteriore debolezza politica per il partito cittadino. Ma a differenza di quanto hanno fatto i Popolari per l’Italia, il consigliere regionale Rosa, coordinatore del partito, non ha perso tempo e, fin dall’inizio, ha preso  le distanze da qualsiasi ipotesi di allargamento della maggioranza.   Tutte questioni che verranno affrontate nel corso della riunione di domani, dalla quale, si spera, possa emergere una proposta condivisa da portare al sindaco De Luca. Al più presto possibile. Perché nel frattempo il primo cittadino insiste:  «La situazione finanziaria dell’ente è disastrosa. Abbiamo seri problemi sul bilancio di previsione». E la possibilità delle paventate dimissioni «è più concreta che mai».  Al Quotidiano, De Luca ribadisce: «Vorrei una risposta semplice. Ho chiesto al Pd la disponibilità a lavorare insieme per portare Potenza in acque più tranquille e salvarla città dal tracollo finanziario. Fino a ora nessun segnale di fumo. Ma di tempo non ce n’è ancora molto». Poi aggiunge: «Nessuna accusa di inciucio mi può essere rivolta. Siamo stati investiti di una responsabilità da parte dei cittadini che ci impone ora di trovare insieme la soluzione migliore». Ma se da parte del sindaco ci sarebbe piena disponibilità a un appoggio dei democratici a tempo determinato, finalizzato a risolvere l’emergenza finanziaria,  diversa è la valutazione della possibilità di un esecutivo puramente tecnico. Per De Luca non ce ne sono le condizioni. «In questa fase ci dobbiamo far carico di scelte molto difficili - dice al Quotidiano - che rendono necessaria una Giunta politica». Almeno per ora, quindi - anche nella migliore delle ipotesi, quella in cui il Pd dovesse arrivare a una proposta condivisa nel giro di pochi giorni - al momento non sembra esserci terreno fertile su cui far attecchire per un accordo. Sempre che le carte in tavola rimangano queste. L’ipotesi di una Giunta di soli tecnici (il Pd sarebbe pronto a lasciare al loro posto gli attuali assessori che hanno già questo profilo), significherebbe  per De Luca dover rinunciare anche all’uomo di sua più stretta fiducia, il vicesindaco Dino Bellettieri (FdI), che l’altro si è dimesso dalla carica di consigliere per entrare nell’esecutivo cittadino.

Se la soluzione è ancora lontana, i tempi sono sempre più brevi. De Luca  non indica termini precisi, ma è chiaro che la risposta dovrà arrivare prima della scadenza più importante, cioè l’approvazione del bilancio di previsione.

m.labanca@luedi.it

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