Salta al contenuto principale

L'antimafia lancia un codice etico per le candidature
Stop a chi è sotto processo e ai sindaci dei comuni infiltrati

Calabria

Tempo di lettura: 
3 minuti 22 secondi

 

ROMA - Impegnare partiti e movimenti politici affinchè non vengano candidati soggetti coinvolti in reati di criminalità organizzata contro la pubblica amministrazione, di estorsione ed usura, di traffico di stupefacenti, di traffico illecito di rifiuti e di altre gravi condotte. E’ quanto prevede il Codice etico approvato all’unanimità dalla Commissione Antimafia e presentato ieri dalla Commissione presieduta da Rosy Bindi in vista delle prossime scadenze elettorali, prime fra tutte le comunali a Reggio Calabria, fissate per il 26 otobre, le elezioni regionali in Calabria del 23 novembre e quelle in Emilia Romagna. 

Auspicio della Commissione è di trasformare questo Codice in un disegno di legge che vada a integrare la legge Severino. «Penso che riusciremo a presentare un disegno di legge - ha detto Bindi - certo, ho visto quanta fatica abbiamo fatto a approvare la legge Severino. Immagino, quindi, che il percorso sarà molto più impegnativo». 

«Abbiamo voluto stilare un nuovo Codice che non ha valore sanzionatorio ma è un invito morale alle forze politiche a presentare persone che rispondano a precisi requisiti. La politica vanno compiuti gesti e scelte che la rendano inattaccabile e impermeabile ai poteri mafiosi», ha concluso Bindi.

STOP A CHI E' SOTTO PROCESSO - Il Codice etico è stato esteso ad una serie di reati che prima non venivano presi in considerazione come quelli contro la pubblica amministrazione; prevede poi un invito a non candidarsi al momento del rinvio a giudizio (e non al momento della condanna, come prevede la legge Severino); stabilisce la incandidabilità per almeno una tornata elettorale di coloro che siano stati sindaci in comuni sciolti per mafia e prevede che questa autoregolamentazione valga non solo per partiti, movimenti, liste per la designazione dei candidati alle elezioni europee, politiche, regionali, comunali e circoscrizionali, ma anche per i candidati sindaci delle città metropolitane e i presidenti delle Regioni e delle Unioni delle Province. Vengono infine estese queste regole alla designazione degli organi di amministrazione di enti pubblici, del consiglio di amministrazione dei consorzi, del consiglio e delle giunte delle unioni dei comuni, consigliere e presidente delle aziende speciali. 

«La Commissione - ha spiegato il presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi - effettuerà un monitoraggio per verificare la rispondenza della composizione delle liste elettorali alle prescrizioni del codice nei confronti di chi vi aderisce». «E’ un regolamento che speriamo tutti i partiti applichino - ha detto il parlamentare Luigi Gaetti (M5S, vicepresidente della Commissione Antimafia) - e ci auguriamo sia un punto di partenza. Il Movimento 5 Stelle già lo applica, con un po' di malumore da parte di qualcuno». Per Angelo Attaguile (Lega), «il lavoro fatto è utile a tutti i partiti e se uno di essi si discosterà da questo Codice, ne pagherà davanti all’opinione pubblica». 

"VIGILEREMO SU REGGIO CALABRIA" - «La Commissione si impegna, e questa è una novità assoluta, a vigilare concretamente sulle liste elettorali per segnalare all’opinione pubblica quei candidati e quei partiti che violeranno il codice da loro sottoscritto», ha spiegato il vicepresidente della Commissione Antimafia Claudio Fava. «Un primo banco di prova saranno le elezioni a Reggio Calabria, comune sciolto per mafia, ma - spiega Fava - ancora fortemente sottoposto al ricatto della ndrangheta. Non possiamo più delegare la lotta alla mafia al solo lavoro dei magistrati: occorre pretendere che la politica recuperi fino in fondo il proprio senso di responsabilità. E se ciò non accadrà , sarà importante poter fare affidamento sul lavoro di monitoraggio e di denunzia politica della nostra commissione». 

MAGORNO: "IL PD LO TENGA PRESENTE" - Ernesto Magorno, deputato e segretario del Pd in Calabria, ha chiesto «al partito calabrese che questo Codice venga tenuto in considerazione nella formazione delle liste. Dobbiamo dare un segnale ai cittadini e alla politica che deve fare attenzione alla formazione delle future classi dirigenti». 

 

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?