Salta al contenuto principale

Intervista a Roberto Cifarelli
«Sintesi difficile tra Pittella e Lacorazza»

Basilicata

Tempo di lettura: 
7 minuti 3 secondi

POTENZA - Ha i toni pacati di chi è “nato” per mediare. E mai questa caratteristica è stata tanto utile per un capogruppo alla Regione. Perchè il Pd è una polveriera. Ma Cifarelli non si scoraggia. E fa quello che sta facendo Luongo in ambito più politico: cerca di smussare gli angoli di ciascuno. Che si chiamino Pittella o Lacorazza. Piuttosto che Giuzio, Polese o Santarsiero. L’obiettivo di Roberto Cifarelli è chiaro: portare a casa il risultato. E finora in Consiglio regionale ci è riuscito anche se non evita di lanciare qualche stoccata al Pd che sta fuori dal Palazzo.

Capogruppo, ma come si vive da capogruppo regionale di un partito complesso come il Pd lucano?

«E’ un’esperienza molto molto intensa che assorbe completamente tutte le mie giornate. E’ bello poter contribuire a una fase così importante e tentare di risolvere i problemi della Basilicata. Non è una cosa facile. Guido un gruppo numeroso e che racchiude al proprio interno personalità importanti e dallo spiccato carattere. A partire dal presidente della giunta regionale Marcello Pittella e dal presidente del Consiglio Piero Lacorazza che si sono sfidati alle scorse primarie. In certi momenti non è una cosa semplice mediare e tenere tutto sotto controllo. Ma credo che fino a questo momento ci sono riuscito. Non ci sono stati infatti, in questi primi 9 mesi di legislatura, momenti in Consiglio regionale di alta tensione. Tant’ è vero che in sede di voto c’è sempre stata l’unanimità di tutti gli esponenti del Pd sulle azioni e i provvedimenti del presidente e della giunta. Da ultimo lo abbiamo verificato sul voto per la risoluzione sulla vicenda petrolio».

In effetti in concomitanza degli scontri congressuali poteva essere il contrario...

«Abbiamo dimostrato responsabilità istituzionale. Di provvedimenti delicati in questi nove mesi ce ne sono stati diversi. Mi viene in mente anche la questione della Sider Potenza dove siamo riusciti a trovare una sintesi positiva con l’intero consiglio».

Intanto però se alla Regione la posizione sul petrolio è unitaria non si può dire così allargando il discorso al Pd dei big...

«Le dirò che io in realtà mi sforzo di trovare grandi differenze sul tema petrolio nel Pd ma non riesco a trovarne. Mi riferisco a differenze sostanziali tra le personalità di spicco del partito. Ed è quello che emerso anche nel dibattito consiliare. In pratica siamo tutti d’accordo che non ci deve essere un aumento dell’attività petrolifera. Siamo tutti d’accordo che non si può utilizzare ulteriore quota di territorio. Siamo tutti d’accordo che vanno portati avanti alcuni punti su cui Pittella sta lavorando come la fuoriuscita dal Patto di Stabilità delle royalties al diverso e miglior utilizzo del bonus carburante. Siamo tutti d’accordo sul fatto che va continuata sul piano istituzionale l’azione per lo sblocco della vicenda del Memorandum con la revisione dell’articolo 16 che a sua volta può dare 4 risultati contemporaneamente».

Cioè?

«Maggior tutela ambientale e della salute dei cittadini, sblocco di interventi per la realizzazione delle infrastrutture, interventi direrri per l’occupazione da parte di Eni e il potenziamento del distretto energetico in Val d’Agri. Siamo tutti d’accordo...».

Intanto le polemiche sono all’ordine del giorno...

«Mi pare che ci sia un problema solo sulle strategie e su chi deve portarle avanti ma non sui temi».

Sarà pure così, ma intanto Folino si è autosospeso e non le ha mandate a dire...

«Vincenzo Folino è più radicale però è il personaggio che ha sempre assunto posizioni molto nette che a mio modo di vedere posso aiutare a formare la posizione del Partito democratico. Ma ripeto non vedo grandi differenze anche su quello che ha espresso Folino».

Rimane autosospeso però. Crede sia un bene?

«Credo che non sia mai una bella cosa autosospendersi. Conoscendolo penso che l’abbia fatto per spostare l’asse della discusione su posizioni più radicali. E sono fiducioso dopo gli ultimi sviluppi in Consiglio regionale che lo stesso Folino possa ritornare sui suoi passi e lavorare con tutto il Pd affinchè la Basilicata raggiunga gli obiettivi fissati».

Ha un approccio ottimista su tutte le vicende. Ci sono dei ma però. Non  si è mai lamentato del fatto che Pittella sia un pò troppo “autoritario” anche con il suo stesso partito alla Regione?

«Diciamo che  Pittella è il presidente della giunta regionale dopo aver vinto le elezioni. E ha deciso nella fase iniziale della legislatura di affrontare il governo della Basilicata con una squadra di assessori esterni. Io credo che Pittella si renda conto che il suo operato è il frutto del sostegno del Pd e degli altri partiti del centrosinistra. Qualche volta lo dimentica. Gli sfugge.  Forse dovrebbe rappresentarlo di più quest’impegno».

A proposito dello Sblocca Italia e del petrolio. Rimane ancora scetticismo sull’eventuale impugnativa. E’ così?

«E perchè? Noi abbiamo  mantenuto una posizione come Pd che è stata condivisa anche da gran parte del Consiglio regionale. Sul tema della incostituzionalità siamo stati chiarissimi: non possiamo fare una battaglia da soli ma è una questione che riguarda tutte le regioni perchè si parla del rapporto di lealtà tra Regioni e Stato. Sono temi che si trattano in una riforma del Titolo V e non la si anticipa per decreto. Per questo sono iniziati i percorsi per creare alleanze con le altre Regioni come ha già fatto Lacorazza nella conferenza dei presidenti dei Consigli e come deve provare a fare il presidente della giunta che ha già sentito a tal proposito Chiamparino. Ma al netto di questo noi siamo già d’accordo che se non otterremo modifiche al decreto di impugnarlo».

Lei è tra quelli che pensa che Renzi ce l’abbia con la Basilicata?

«Non credo ce l’abbia con la nostra regione. Sono gli scenari internazionali e la crisi anche dei rapporti con la Russia che metteno in difficoltà l’Europa e l’Italia. L’attività del governo nazionale che sia guidato da Renzi, o Letta, o Monti o Berlusconi è stata più o meno dello stesso tenore. Sta a noi riuscire a mantenere una relazione con Roma affinchè non ci siano prevaricazioni. Le trattative istituzionali in tal senso proseguono e i due risultati che Marcello Pittella ha ottenuto con il principio che le royalties possano essere escluse dal Patto di stabilità e con la modifica dell’utilizzo del bonus dimostrano l’inizio di un percorso che può ancora migliorare ».

I consiglieri del Pd sono tutti alla prima esperienza. E’ un bene o un male?

«Questa situazione ci permette di vedere i problemi da un angolo inedito. Vediamo le questioni in maniera diversa senza retaggi magari dovuti all’aver partecipato alle dinamiche del passato. Poi credo anche che essendo tutti alla prima esperienza sia stato più facile trovare una amalgama al nostro interno».

Ma cosa pensa dei suoi colleghi democratici?

«Sono impressionato positivamente un pò da tutti. Ammiro per esempio  l’esperienza amministrativa di  Santarsiero che è uno che riesce a entrare con grande facilità nella tecnalità delle leggi e di tutti gli argomenti che trattiamo. Ma apprezzo anche la capacità politica di  Giuzio. Ma devo dire che tutti riusciamo a integrarci perfettamente. E anche l’esuberanza del giovanissimo Robortella e di  Polese sono utili».

Non c’è solo la Regione nei suoi pensieri. Su Matera 2019 è ottimista?

«A differenza del mio amico Salvatore Adduce sono ottimista ma butto anche acqua sul fuoco nel senso che mi rendo conto che la candidatura è cresciuta tantissimo negli ultimi mesi anche nell’opinione pubblica nazionale e negli ambienti culturali italiani. Io però continuo a dire che indipendentemente dal risultato finale noi abbiamo già vinto. I risultati ottenuti sono già tanti e i materani lo percepiscono tutti i giorni».

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?