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Quattro giorni per salvare Potenza
Il capoluogo precipita verso la bancarotta

Basilicata

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POTENZA - Quattro giorni per decidere il destino di Potenza e della sua amministrazione. Fino a martedì 30, termine ultimo entro il quale il bilancio di previsione dell’ente dovrà essere depositato in Consiglio comunale, per la convocazione della seduta. C’è tempo fino ad allora per concretizzare l’unico miracolo che in questo momento può salvare la città da un nuovo dissesto finanziario: trovare le risorse per coprire i 24 milioni che mancano all’appello per chiudere in pareggio i conti.

E’ questa l’ultima stima del deficit attuale. «Abbiamo tagliato, in maniera drastica, tutto quello che era possibile tagliare - dice il sindaco De Luca - Oltre non si può andare».

In caso contrario la conseguenza immediata sarebbe lo scioglimento del Consiglio. E ora tutto è legato alla disponibilità di viale Verrastro. O meglio, la Regione si è detta già pronta a fare la sua parte. Il sindaco De Luca - che ieri mattina ha incontrato il direttore generale della Presidenza della Giunta - dice di aver raccolto rassicurazioni in questa direzione. Ma ora la vera questione è capire se ci siano le condizioni tecniche per un salvataggio esterno. L’operazione dovrebbe passare necessariamente dal prossimo bilancio della Regione che però non sarà approvato prima di dicembre. Mentre nel documento finanziario del Comune quella voce di finanziamento dovrà necessariamente apparire prima del 30 settembre. Non si può fare affidamento, invece, sui 9 milioni già trasferiti da viale Verrastro con il cosiddetto fondo “Salva Potenza” che invece sono serviti a per il conto consuntivo dello scorso luglio, chiuso con un deficit di 14 milioni che altrimenti sarebbero stati 24.

Insomma, la situazione è gravissima. Per quanto le difficoltà finanziare dell’ente fossero già molto chiare, il danno forse era stato in parte sottostimato, visto il ritardo della richiesta d’aiuto. Il primo cittadino spiega che il consuntivo prima, e gli accertamenti della Corte dei Conti sul bilancio 2012 poi, hanno impegnato gli uffici comunali oltre misura, determinando così un inevitabile allungamento dei tempi necessari alla definizione precisa della situazione finanziaria. Ma, secondo i rumors, sullo sfondo ci sarebbe anche un conflitto con l’assessore al ramo, Maria Martoccia. Tanto che nei suoi confronti ora sarebbe in corso un vero e proprio atto di accusa. Sospettata di aver  fatto pesare i suoi rapporti di vicinanza politica a un pezzo del Pd sulla lettura dei numeri. Il sindaco smentisce l’indiscrezione: «Con l’assessore continuiamo a lavorare in piena sinergia. Il rapporto di fiducia è intatto». Ma le voci di una fine anticipata dell’incarico di Martoccia (sempre che l’amministrazione riesca ad andare avanti) si fanno sempre più insistenti. Nel frattempo il quadro politico si complica. Dopo l’sos lanciato da De Luca al Partito democratico, i rapporti con il coordinatore di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa - che da subito ha preso le distanze dalla linea del sindaco - sarebbero sempre più freddi. Non va meglio dall’altra parte, cioè a casa dei democratici. Già divisi e disorientati rispetto alla richiesta di appoggio a De Luca, ora si trovano a dover prendere posizione anche rispetto all’intervento di salvataggio chiesto alla Regione. Pittella sembra aver dato la propria disponibilità ad andare in soccorso del malato. Ma per fare passare il nuovo “Salva Potenza” in Consiglio c’è bisogno dei numeri di tutto il Pd. Nessuna indicazione arriva dalla direzione cittadina. Ieri era prevista una nuova riunione, che però è stata rinviata. A incontrarsi, invece, sono stati i sostenitori dell’area Paradiso a cui in verità si sono aggiunte anche altre presenze. Nessun accavallamento rispetto al ruolo della direzione - è emerso dalla riunione - ma un’analisi necessaria della situazione. Anche da stimolo a una discussione politica interna a tutto il partito e la conseguente definizione di una linea unitaria, che non può tardare ad arrivare. Priorità all’individuazione della soluzione migliore per fronteggiare l’emergenza, prima ancora della risoluzione politica della “vertenza Comune”: questa la disponibilità emersa da parte dell’area Paradiso. Che però chiede consapevolezza e responsabilità su quella che inevitabilmente dovrà essere la seconda fase: la ridefinizione degli equilibri politici che oggi rendono ancora più complessa la situazione. Il superamento della tempesta, insomma, non può passare solo attraverso un intervento economico straordinario. Se non ora, di qui a qualche mese le cose dovranno cambiare. E a De Luca viene chiesta una posizione dialogante.

Che l’eventuale salvataggio economico da parte della Regione avrà delle chiare conseguenze politiche non sfugge nemmeno allo stesso primo cittadino. Che però dice: «Al momento è l’ultima cosa di cui mi preoccuperei. In ballo c’è il destino della città. Un eventuale dissesto finanziario di giocherebbe soprattutto sulla pelle dei potentini». Una grossa prova responsabilità a cui è chiamata tutta la politica.

m.labanca@luedi.it

 

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