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L'Europa dalla A alla Z
Politiche, azioni, opportunità

Basilicata

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SIAMO alla fine di questa rubrica, ma continueremo a parlare di Europa e delle opportunità per  cittadini e imprese anche aldilà di quest’appuntamento settimanale. Per fare un sunto generale, la Z non poteva che essere dedicata alla Zona euro, che comprende diciotto stati europei (Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna).

Regno Unito e Danimarca, pur essendo Stati Membri dell’Unione Europea, hanno deciso di mantenere le loro monete, ottenendo una deroga ai protocolli del Trattato di Maastricht,  mentre gli altri otto Paesi membri non sono ancora rientrati nei parametri necessari per adottare la moneta unica.

Particolare il caso della Svezia, che evita di mantenere il tasso di cambio stabile e dunque non rientra nei parametri di proposito. Nel Principato di Monaco, a San Marino e nella Città del Vaticano si usa comunque la moneta unica, grazie ad accordi particolari con Francia e Italia.

La regolamentazione delle politiche monetarie della zona euro è affidata alla Banca Centrale Europea, che dal 2011 è presieduta da Mario Draghi, che ultimamente è stato ritratto da The Economist come l’uomo che lavora per evitare l’affondamento dell’Europa. Aldilà delle polemiche sull’aumento del costo della vita, dovuto all’inflazione non controllata, e delle difficoltà dovute alla crisi, per noi cittadini la zona euro deve significare opportunità.

Che siano di mercato, di lavoro, di viaggio o di conoscenza, la sostanza resta quella: dobbiamo sentirci europei in un mondo che viaggia a velocità tripla rispetto a qualche decennio fa.

E restando in tema di opportunità, seguendo la Rappresentanza in Italia della Commissione europea si possono scoprire moltissimi bandi e tante occasioni che se non fossimo parte dell’Europa ovviamente non avremmo: basta iscriversi alla newsletter e consultare la sezione “bacheca di annunci”.

Inoltre, in ottemperanza alla Youth Guarantee di cui scrivevo la scorsa settimana, è stata creata una rete europea dei servizi pubblici per l'impiego, al fine di combattere la disoccupazione giovanile.

Una struttura di cooperazione che aiuterà gli Stati membri a coordinare le loro politiche in materia di occupazione. Questa rete affiancherà Eures, una sorta di ufficio di collocamento europeo che fornisce informazioni, consulenze e collocamento (incontro tra domanda e offerta) ai lavoratori e alle aziende.

Credo di aver elencato nel corso di questi mesi tutti i Fondi diretti e indiretti che danno la possibilità a cittadini, associazioni, imprese, organizzazioni, di attingere ai finanziamenti europei, ma i servizi che la rete Europe Direct offre sul territorio sono fondamentali ed aggiornati, per cui non esitiamo a contattarli se abbiamo bisogno di informazioni o chiarimenti.

 Il numero verde nazionale è 80067891011 e tutti i giorni lavorativi dalle 9 alle 18 i funzionari sono a nostra disposizione. Per chiudere, un esempio di come i fondi europei possano essere ben impiegati, anche in un settore solitamente bistrattato, ma che negli ultimi mesi sta riprendendo forza e credibilità: quello culturale. La mostra “Le Chiavi di Roma, la Città di Augusto” è un progetto finanziato dai fondi europei, che offre ai visitatori la sensazione e di camminare nella Roma di oggi e di 2.000 anni fa, grazie a tecnologie di realtà virtuale e ologrammi. Perché, per uscire dalla crisi, abbiamo bisogno di un nuovo rinascimento culturale e l’Europa può fornire gli strumenti necessari a questa grande rivoluzione. Dobbiamo crederci, non lamentarci e impegnarci in prima persona.

 E sentirci cittadini europei, visto che già lo siamo.

 

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