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Potenza, trattativa aperta per evitare il dissesto
Il Pd dà il via alle larghe intese

Basilicata

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POTENZA - Quando dal Pd suggeriscono a De Luca di rendere «praticabile» il campo d’azione, chiedono un segnale concreto su cui attivare il dialogo e provare a chiudere i conti della città.

Il sindaco De Luca, alle prese con l’ingovernabilità dell’anatra zoppa (maggioranza al centrosinistra e governo di segno opposto) e casse in rosso continua a tenere duro su una condizione: nessuno strattoni per tornaconto politico.

Tutti puntano a un obiettivo comune, il bene della città. La distanza tra le parti sta tutta racchiusa nel come. Come procedere nella costruzione di larghe intese e scongiurare l’ipotesi dissesto? Le proposte sono diverse, affidate a documenti ufficiali, dichiarazioni di singoli o incontri formali.

De Luca ieri ha incontrato il prefetto Rosaria Cicala. Al rappresentante del Viminale ha voluto spiegare lo stato delle cose, sorpassando toni e dati che si rincorrono in queste ore. Il bilancio di previsione, al momento, rischia di chiudersi con un disavanzo di 24 milioni di euro, dieci in più rispetto alla cifra con cui si è chiuso il consuntivo di poche settimane fa. La differenza è più o meno la cifra del sostegno biennale assegnato a Potenza dalla Regione Basilicata, messo però in bilancio tutto sul 2013.

L’amministrazione sta cercando di capire come azzerare questo segno meno. Il bilancio di previsione, da norma, non può che chiudersi in pareggio. Che cosa tagliare? Mica semplice vista che si arriva ad approvare il bilancio di previsione a ottobre, con nove dodicesimi dei fondi ammissibili già spesi. Difficile pensare che i prossimi tre mesi possano produrre tagli rilevanti. Con quali risultati, poi, in un ente la cui voce di spesa maggiore è in personale e servizi di primo livello?

Ancora una volta da Palazzo di Città è arrivata una richiesta di soccorso diretta alla Regione Basilicata. A viale Verrastro sembra ci sia disponibilità: una lettera conferma l’impegno a trovare le risorse nei prossimi tre anni. Ma non sarebbe facile far digerire un simile sostegno economico ad altri comuni e amministratori locali. Solo ieri, l’ex assessore al Bilancio di Matera, Rocco Riveli, scriveva: «Il Comune di Potenza ha poche migliaia di abitanti più di Matera e quindi della stessa classe di Matera per funzioni e servizi, ma ha una spesa del personale, quindi strutturale quasi doppia della nostra città, con una dotazione di personale quasi doppia e, badate bene, con quasi il triplo di dirigenti. Allora non c’è sostegno che tenga se parallelamente il Comune non avvia una seria e strutturale azione di riforma dei sui costi fissi».

Su questo fronte, il Pd propone un impegno collettivo del partito a promuovere il sostegno economico del ruolo del capoluogo, indipendentemente dal colore dell’amministrazione al governo comunale.

Ma, contemporaneamente, i democratici - il testo del documento diffuso è stato condiviso dalle rappresentanze del Pd di Potenza su più livelli  - pongono alcuni paletti. «A 24 ore dal naturale termine di approvazione del bilancio di previsione, nessun documento contabile è stato fornito al consiglio comunale».

Il bilancio di previsione seguirà probabilmente la stessa tempistica a cui il Municipio ha fatto ricorso per il consuntivo. Non essendoci oggi le condizioni per un’approvazione, l’amministarzione non presenterà per ora il testo in consiglio lasciando che il prefetto richiami il Municipio in modo formale, stabilendo una data invalicabile. L’amministrazione dovrebbe guadagnare così qualche giorno. Sarà questo il tempo in cui si comprenderanno le evoluzioni di diversi fronti aperti: sostegno della Regione, larghe intese, dialogo tra partiti.

Lo spettro del dissesto resta sempre sullo sfondo: con i conti in rosso e una tempistica così precisa, il fantasma del 1994 risuona con costanza. Il secondo dissesto in vent’anni, per una città capoluogo, rappresenterebbe un fallimento per un’intera classe dirigente.

Così, a fatica, tra polemiche e puntigli, in qualche modo la politica prova a tracciare un ambito discussione. I democratici hanno stabilito i confini entro cui costruire una trattativa con il documento diffuso ieri. «L’interesse della Città e dei cittadini deve rappresentare una priorità che va al di là di vicende elettorali e strategie di schieramento», scrivono dal Pd. Il partito «non si sottrae» all’appello del sindaco che qualche settimana fa ha chiesto responsabilità e governo condiviso della città. Ma «chiede di segnare un punto di ripartenza, scegliere e agire mettendo al primo posto gli interessi della città e non le esigenze dei partiti. Non vogliamo discutere di poltrone ma del bene della città».

La condizione indicata come imprescindibile  fino a poco fa, l’azzeramento della giunta De Luca, sembra farsi meno urgente. Una posizione che era stata espressa da alcune aree del centrosinistra, come il gruppo dei Socialisti e democratici.

Il Pd spingono però per la chiarezza: se il sindaco chiede collaborazione, metta in modo comportamenti conseguenti.

Nel percorso di mediazione l’apertura si potrebbe delineare, magari, nella definizione di una task force bipartisan dedicata al bilancio. Tanto per rendere «praticabile» il campo d’azione.

s.lorusso@luedi.it

 

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