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Petrolio, Taddei con Viceconte
rafforza la linea Pittella

Basilicata

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POTENZA - Petrolio,  voglia di centro, equilibri nazionali e locali, e tanto altro. Il segretario regionale del Nuovo centrodestra di Alfano, Vincenzo Taddei ha le idee chiare, «è vero come dice Pittella che la partita sta uno a zero per noi» e spiega perchè il suo partito guarda oltre il vecchio centrodestra.

Questione petrolio che per lei e per Viceconte è sempre stato un cavallo di battaglia. Cosa sta accadendo ?

«Serve una precisazione. La delibera del Consiglio regionale tratta di due temi. Il primo è la riforma costituzione del Titolo V il secondo è lo sblocca Italia. Che sono a livello legislativo 2 cose separate. La riforma del Tito V, riguarda la materia un pò più complessiva del settore energetico. E su questo bisogna essere chiari. Io credo che l’energia sia un settore strategico per il Paese. Non è possibile immaginare che ogni regione possa portare avanti la propria politica energetica. Altra cosa è dire invece, che le Regioni nell’ambito delle politiche energetiche nazionali debbano essere ascoltate e ricompensate. Nel caso specifico che ci riguarda molto, la Basilicata. Ma ripeto in una fase in cui le problematicità energetiche si decidono in un campo globale è impensabile che la Basilicata possa decidere autonomamente. E per quanto mi riguarda nello Sblocca Italia - le modifiche che sono state apportate grazie all’impegno del presidente della Regione, Marcello Pittella, del senatore Guido Viceconte e del  sottosegretario Vicari che hanno intensamente collaborato tra di loro - sono stato ottenuti dei passi in avanti per la Basilicata».

Ma si poteva ottenere di più?

«Noi abbiamo già ottenuto di più. La cosa strana è che nessuno approfondisce il tema in maniera cronologica. Si è persa purtroppo la memoria storica».

Cioè?

«Nel ‘98 fu fatto un primo accordo con il quale alla Basilicata veniva assegnato il 7 per cento delle royalties con una quota ai Comuni interessati dalle estrazioni e una quota alla Regione. Da allora non si è fatto niente fino al 2008 - 2009 quando ci fu la battaglia portata avanti dal centrodestra tra cui Viceconte, il sottoscritto e altri parlamentari che portò le royalties dal 7 al 10 per cento destinando questo 3 per cento direttamente ai cittadini. E dopo aver ottenuto questo ci fu la battaglia per il Memorandum».

Era il 2010...

«Fu un’altra partita promossa dal centrodestra che andava oltre quel 7 per cento secondo la considerazione che bisognava superare l’utilizzo delle risorse a pioggia. Non bisogna dimenticare che dal 1998 a oggi le royalties in totale hanno superato il milardo e mezzo di euro che non si è tradotto in un cambio di rotta per la Basilicata. Purtroppo è così. Per questo il Memorandum cambiava radicalmente l’approccio utilizzando una quota della fiscalità derivante dal petrolio lucano per la costituzione di un fondo destinato a infrastrutture e sviluppo. Ci fu un confronto forte tra il governo nazionale con Viceconte  sottosegretario al Miur e Saglia del ministero alla Sviluppo economico con De Filippo che era allora presidente della Regione. Fu un primo atto importante nel quale furono scritte le opere infrastrutturali e le azioni di sviluppo da realizzare con i fondi rinvenienti dall’articolo 16. Risorse che non avevano nulla a che fare con le royalties».

Tutto sparito nello “Sblocca Italia”?

«Non è vero. Sono 2 cose diverse. L’articolo 16 e i suoi decreti attuativi già ci sono. L’unico intoppo è che il ministro Saccomanni insieme a Zanonato mise in quel fondo soltanto 50 milioni. Adesso però, nel mese di agosto scorso nel ritrattare la vicenda del bonus carburante abbiamo sollecitato il governo ad aumentare le risorse destinate al Memorandum. E c’è già un accordo firmato dal ministro Guidi, dal sottosegretario Vicari e da Viceconte e Pittella per modificare il decreto attuativo e portare il fondo ad almeno 250 - 300 milioni di euro l’anno. L’auspicio è che tutti i parlamentari lavorino in questa direzione».

E quindi sullo “Sblocca Italia”?

«Al netto dell’articolo 16 nel decreto Sblocca Italia sono state messe altre cose in più in termini di vantaggi per la Basilicata a seguito della battaglia di Pittella che noi abbiamo sostenuto per l’esclusione delle royalties dal Patto di stabilità».

Quindi lei è d’accordo con Pittella che la Basilicata sta vincendo uno a zero?

Assolutamente sì. E’ verissimo. Ora bisogna solo stare attenti che la vicenda delle royalties fuori dal patto rimanga nello Sblocca Italia fino alla sua approvazione».

Dalle sue parole sembra che l’alleato di Marcello Pittella non sia il suo stesso Pd ma l’Ncd...

«Noi anteponiamo gli interessi della Basilicata agli interessi di parte. Lo abbiamo fatto quando il presidente era De Filippo e lo stiamo facendo ora che è Pittella».

Non l’ha sorpresa quindi il ringraziamento del governatore a Guido Viceconte?

«No. E voglio ricordare a tal proposito che a livello nazionale in questo momento due sono i pilastri che sostengono il governo. Quello più grande rappresentato dal Pd e poi quello del Ncd che rinforzato dalla componente popolare rappresenta la seconda forza. E in tale logica noi ci affidiamo ai nostri esponenti nazionali affinchè lavorino per la Basilicata».

Ma è ancora orgoglioso della card carburanti che tanto ha diviso l’opinione pubblica e la politica?

«Rimane una grande vittoria. Oggi la card carburanti verrà trasformata in una sorta di card sociale perchè il contesto socio - economico in cui ci troviamo è assolutamente diverso. Abbiamo condiviso, come richiesto dal presidente Pittella e dalle parti sociali che questa card oltre a permettere l’acquisto dei carburanti possa servire anche per altri beni e servizi di prima necessità diventando un sostegno reale per la famiglie lucane fin quando si estrarrà petrolio in Basilicata».

Ma di che cifra si parla?

«Secondo le proiezioni del ministero la card dovrebbe raggiungere, con Tempa Rossa a regime, un valore annuale intorno ai 700 - 800 euro. Calcolando che la card verrà assegnata a ogni cittadino lucano maggiorenne e non più ai soli patentati significa che ogni nucleo familiare otterrà un bonus consistente per i fabbisogni. In tutto questo ricordo che sarà tenuto conto il reddito di ciascuno: chi ha di più otterrà di meno e chi ha meno otterrà un bonus più cospicuo».

Intanto in Basilicata il fronte di chi dice “nemmeno un barile in più” è molto agguerrito...

«Il problema secondo me non è un barile in più o in meno. Il problema è garantire la massima sicurezza per l’ambiente e per la salute dei cittadini. l’Unmig ha verificato per esempio nei giorni scorsi che c’è stata qualche distrazione nel Centro Oli di Viggiano ed è intervenuta. Noi in questo abbiamo l’obbligo del controllo permanente e ritengo che vadano immaginate anche delle sanzioni dure».

Passando alla politica. L’Ncd è pronto all’abbraccio “mortale” con il Pd?

«Non siamo per nessun abbraccio. Mortale o non. Noi invece, come già stiamo facendo a livello nazionale, siamo consapevoli di una nuova fase storica non solo in Italia ma anche in Europa. E in questa logica siamo consapevoli della necessità di una alleanza politica nella logica della ricostruzione di una grande area moderata in Italia».

Qual è l’obiettivo politico finale calcolando che già per le elezioni provinciali avete aperto un dialogo?

«Siamo dell’avviso che non possiamo essere “nemici” fino a Sicignano e poi “amici” a Roma. Crediamo che anche in Basilicata vanno create delle condizioni in coerenza con il panorama nazionale. Tanto più che anche in Basilicata c’è una situazione molto difficile. Questo però non significa che ci dobbiamo annullare ma abbiamo delle prospettive chiare».

In sintesi?

«Rispetto al Pd rappresentiamo idee e culture diverse. Noi però siamo per il confronto leale per affrontare e risolvere insieme i problemi della Basilicata compresa la città di Potenza. Condivido in tal senso pienamente la posizione assunta dal sindaco De Luca che dice al centrosinistra: mettiamoci intorno a un tavolo e cerchiamo di affrontare i problemi della città in maniera non strumentale».

Prospettive politiche. Ma Nuovo centro destra più Udc più Popolari per l’Italia riusciranno a ricostruire almeno metà Dc?

«Non mi appasionano questi discorsi. Posso dire che nelle istituzioni la costituente popolare è già presente in un buon numero. Abbiamo circa 90 parlamentari a Roma e anche in Consiglio regionale di Basilicata siamo presenti con due esponenti: Aurelio Pace e Franco Mollica. In più siamo presenti nel consiglio comunale di Potenza e mi auguro che anche nei prossimi consigli provinciali riusciremo a eleggere nostri rappresentanti. Ma il nostro obiettivo non è solo questo. Noi vogliamo riportare alle urne quei 10 milioni di moderati italiani che ormai sono anni che non si recano più a votare».

Con Berlusconi è una vicenda definitivamente chiusa?

«Riteniamo che Forza Italia stia sbagliando nel pensare che il centrodestra in Italia possa ricostruirsi mettendo insieme vecchie sigle. Riteniamo invece che l’area moderata, quella vera che fa riferimento al Partito popolare europeo, debba essere  costruita per dare una nuova offerta politica. E oltretutto chi si riconosce oggi nei principi della destra di Le Pen in Europa non è conciliabile con i nostri valori, i nostri ideali e il nostro programma. Questa la grande differenza che ci divide da Forza Italia in questo momento». 

 

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