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Bilancio, l’assessore Martoccia
accusata di proteggere il Pd

Basilicata

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POTENZA - Prima le crescenti indiscrezioni, poi l’assenza dalla seduta di Consiglio che ieri mattina non poteva passare inosservata e infine l’annuncio di De Luca di una task force che di fatto è suonato come un commissariamento dell’assessorato al Bilancio.

La conferma a quanto anticipato dal Quotidiano arriva ufficiale: a non tornare nella vicenda finanziaria del Comune, non sono solo i numeri di bilancio, ma anche i rapporti tra il primo cittadino e l’assessore al ramo, Maria Martoccia.

Una sfiducia dell’assessore è nell’aria da tempo. Da quando, ai piani alti di Palazzo di Città sarebbe cresciuta la consapevolezza di una scarsa collaborazione da parte di Martoccia sulla precisa definizione della stato di salute delle casse dell’ente.

Trasferimento di documenti, a precisa richiesta, consegnati in ritardo e una sostanziale “sottovalutazione” della gravità della situazione finanziaria. Diverse le diffide, in forma sia orale che scritte, sarebbero state inoltrate.

E, soprattutto nelle ultime settimane, il  conflitto sarebbe sfociato in vere e proprie scenate consumate all’interno degli uffici municipali.

Un rapporto di fiducia minato dal sospetto che l’assessore abbia in qualche modo fatto pesare le sue relazioni politiche. Commercialista, docente alla Facoltà di Economia della Luiss, consulente del Ministero, ma soprattutto vicina a una parte del Pd. Nei mesi che hanno preceduto il voto amministrativo nel capoluogo e prima che la scelta ricadesse sull’avvocato Petrone, all’interno del partito si era ragionato anche sul suo nome per la candidatura a sindaco.

Dopo la vittoria a sorpresa di Dario De Luca, l’ingegnere l’aveva voluta comunque nella sua squadra di governo per elevate competenze professionali che ne caratterizzano il profilo. Ma, con il passare dei mesi, la stima avrebbe lasciato il posto al dubbio. Per dirla in parole semplici è sospettata di aver fatto il gioco di quella parte del Pd che non voleva venisse fuori la gravità della situazione economica dell’ente.

Soprattutto perché tra le possibili strade che a De Luca rimangono da percorrere, si faceva sempre più concreta la via del dissesto. Con precise implicazioni, in primis dell’ex sindaco Vito Santarsiero, ma anche di molti ex consiglieri del partito democratico, confermati in Consiglio anche nelle ultime amministrative.

Per i quali, come previsto da legge, nel caso in cui fossero accertate precise responsabilità, si farebbe più concreto il rischio della incandidabilità. Una ipotesi, quella del dissesto, che almeno per ora sembra più lontana.

Soprattutto ora che dalla Regione sembra sia arrivata una sostanziale disponibilità ad andare incontro alla richiesta di aiuto di De Luca. Un soccorso che viaggerebbe soprattutto sul rapporto privilegiato che il sindaco ha costruito con il presidente Pittella. 

E che, nel caso fosse confermato, potrebbe avere qualche  conseguenza anche all’interno del Partito democratico. È lo stesso Pittella a farlo capire quando dice: “voglio capire veramente come stanno le cose”.

Un messaggio all’attuale primo cittadino, ma anche a suoi. Insomma - sembra di capire - non una coperta lunga per coprire le responsabilità degli uomini del suo stesso partito. Anche se i soldi da viale Verrastro dovessero arrivare, la precondizione è fare chiarezza:  sulla condizione attuale, sul piano di rilancio ma anche su cosa e chi (eventualmente) non ha funzionato.

m.labanca@luedi.it

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