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Potenza nel baratro
e Matera senza rischi

Basilicata

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L’EQUILIBRIO di bilancio è garantito. I numeri sono dalla parte del primo cittadino di Matera Salvatore Adduce tanto è che le critiche nell’ultimo Consiglio comunale (la salvaguardia di bilancio passa con 17 a favore, 4 astenuti e 4 contrari) si addensano su questioni programmatiche, su problemi strategici che non sono stati risolti ma i numeri al momento dipingono una situazione di sostanziale tenuta dei conti cittadini. «E non è stato solo merito nostro ma del lavoro fatto dalle diverse Amministrazioni nel corso degli anni» ha spiegato più volte Adduce.

Matera in questo prova a distinguersi almeno rispetto al resto della Regione. Presente, ad esempio, dei numeri sulla Tari di aumento ma nell’ordine «del 12% e non di più, del resto a fronte di poco più di quattro milioni di introiti con i rifiuti se ne aggiungono circa 750.000» sono i numeri che emergono e che finiscono per smentire il dato dei grillini.

«Le tariffe Tari applicate» spiega il consigliere comunale del Pd Luigi Gravela, «a Matera sono tra le più basse in Italia e basterebbe guardarsi nei comuni limitrofi ed in altri enti per scoprire che le tariffe medie sono pari oppure decisamente superiori a quella applicate a Matera. La pressione fiscale locale deve essere considerate comprendendo anche Tasi e Imu. Rispetto alla Tasi ad esempio il Comune di Matera ha deliberato un’aliquota dell’1 per mille cioè meno della media nazionale». Gravela ricorda anche che Matera è tra le prime in Italia «a gestire le entrate senza l’ausilio di equitalia migliorando la qualità dei servizi per i contribuenti».

L’accostamento nei numeri, almeno, con Potenza appare evidente visti i rischi che corre oggi il capoluogo lucano e vista la necessità richiamata costantemente di un soccorso diretto della Regione Basilicata per tutelare proprio i conti di Potenza. Situazioni che lasciano certo a Matera qualche interrogativo e qualche preoccupazione ma non solo, e non tanto, per i soliti motivi di guerra tra poveri e provinciali ma per l’utilizzo delle risorse che viene fatto nei diversi territori. Con Matera che invece, ad esempio, è costretta a mordere il freno su necessità e soluzioni che pure la cittadinanza, in senso ampio, attende e che invece rimangono sotto il profilo infrastrutturale ancora bloccati.

E dunque a quanto pare, questo è il messaggio che passa, la premialità circa un bilancio in ordine rischia di non avere una vera e propria priorità Lo stesso Adduce martedì non ha mancato di fare alcuni riferimenti «non bisogna andare lontano per vedere quelle che sono le difficoltà che ci possono essere all’interno della nostra regione e di come dunque questo bilancio possa essere, con tali numeri, un titolo di merito. Di tutta la città».

Lo stesso sindaco ha aggiunto: «Basterebbe fare un raffronto con altre città – ha aggiunto - per scoprire che le tariffe sui rifiuti sono inferiori alla media nazionale come nel caso dell’ortofrutta (La tariffa di Matera è pari a 12,13 euro, mentre in tantissimi altri comuni supera i 30 euro e comunque la media è al di sopra di 15 euro). Stesso ragionamento per la Tasi. Come riportato da molta stampa nazionale Matera è fra le poche città ad aver mantenuto al minimo l’aliquota. Ma tutto questo non era scontato. Ed è stato possibile tenere le imposte al minimo proprio perché la nostra amministrazione e il nostro consiglio comunale sono riusciti a mantenere un bilancio con i conti in ordine».

Un elemento oggettivo al netto dei pericoli possibili provenienti dal contenzioso, del programma non completato o avviato in settori strategici e di tutta un’altra serie di critiche che pure sono state e vengono quotidianamente avanzate a quest’Amministrazione. Ma sui freddi numeri c’è poco da dire.

p.quarto@luedi.it

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