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Raffaele Fitto: «Passo avanti, FI all’opposizione»
L'invettiva dell'ex ministro da Matera

Basilicata

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NESSUN accenno a Berlusconi. Non ai toni forti dell’ultimo Comitato di presidenza di Forza Italia ma ad una linea politica che «pone il partito all’opposizione rispetto alle scelte del Governo Renzi che non sta certo ottenendo risultati positivi».
Raffaele Fitto è stato ieri mattina a Matera per partecipare ad una tavola rotonda sul futuro del centro nel corso del congresso nazionale dei Popolari per l’Italia: «credo che l’ultima riunione di Forza Italia ha indicato una linea chiara di lavoro, un passo in avanti importante è stato fatto al di là dei toni per definire una politica di Forza Italia all’opposizione rispetto alla politica di questo governo.
Io continuerò a porre questioni politiche e a dire le mie opinioni liberamente all’interno del mio partito». Fitto non ha mancato anche di attaccare alcune scelte del Governo Renzi dall’aggravio di costi sulla casa alla partita sull’Europa ed all’impegno di svincolare programmi europei togliendoli dal patto di stabilità.
Lo Sblocca Italia? E’ quella una questione di cui si stanno occupando gli stessi parlamentari lucani con una serie di emendamenti. Noi continueremo a lavorare per creare nel paese un alternativa a questo Governo». E nel corso della tavola rotonda incalzato da Cesa Fitto ha precisato ancora che «ci sono due strade una che punta a costruire un centro partendo da una presenza all’interno del Governo ed una completamente alternativa che si muove come opposizione e punta a costruire quest’opposizione tra i cittadini e nel paese».
«Noi - ha aggiunto Fitto - dobbiamo lavorare affinché ciò venga formalizzato in Parlamento, nel Paese. Dobbiamo evitare scontri e opposizioni, dobbiamo stare alle dichiarazioni e non alle indiscrezioni. Mi sento di poter escludere questo».
Dal canto suo il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa ha sottolineato che «mi auguro si possa andare senza altre esitazioni ad una costituente di centro in modo da poter creare una vera alternativa al Pd ed a questo Governo. Una presa di posizione che non mi pare più rinviabile e che deve portare di fatto anche a rafforzare l’azione che viene svolta quotidianamente dai nostri senatori».
Il sindaco di Verona Flavio Tosi ha sottolineato che «ora vedremo se rispetto alel parole di questi ultimi giorni sul lavoro seguono i fatti da parte del Governo Renzi. Il problema non è solo quello della flessibilità ma anche quello di nuovi posti di lavoro e di intervenire in settori importanti come quello del pubblico impiego. La cultura? In un momento in cui non si riesce ad essere sufficientemente competitivi, è normale che uno dei settori in cui puoi competere è proprio quello della cultura. Siamo unici, abbiamo un grande patrimonio e dobbiamo investire proprio in quello».
«C'è una cosa sola da fare: occorre fare gli Eurobond. Se l’Europa non lo fa, facciamo un salto nel vuoto": lo ha detto l’ex Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, intervenendo a Matera alla convention dei Popolari per l'Italia.
«Gli Eurobond sono una vecchia idea di Jacques Delors del 1994 - ha aggiunto il senatore - sono stati ripresi e rimodulati per la prima volta dopo nel semestre italiano nel 2003 ed erano una nuova versione dei vecchi Eurobond, ma furono bocciati da tutti.
Nel 2010 l’idea è ritornata ed è un lavoro fatto dall’attuale presidente della Commissione europea, Junkers.
L'idea ha serietà sopra ma solidarietà sotto perché non puoi avere austerità senza solidarietà».
Secondo Tremonti, «purtroppo il Governo Monti ha distrutto tutto e quello che è venuto dopo. Il Governo Monti è l'espressione - ha proseguito - di una torsione della vita civile di questo Paese. La storia dovrà essere riscritta, ma guardiamo al futuro: o ci sono gli Eurobond o davvero non ci sono politiche nazionali, deboli o forti, che possano darci un futuro».

p.quarto@luedi.it

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