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Regionali, Gentile rimescola le carte nel centrodestra
L'intervista: «Serve un candidato della società civile»

Calabria

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COSENZA - Nessuna chiusura Wanda Ferro, ma «il problema è politico». Ed allora la soluzione per il senatore Antonio Gentile, coordinatore regionale del Nuovo centrodestra c’è: «Possiamo puntare sul “metodo Rende”. Un candidato della società civile forte per mettere in difficoltà il Pd alle prese con le diatribe interne. Può darsi che in settimana arriva un nome esterno, anche se leggo le dichiarazioni di alcuni esponenti di Forza Italia come Tallini, Foti e Caputo che non fanno presagire nulla di buono. In quel partito il gruppo dirigente si sta sfaldando».

Il senatore Gentile ha rilasciato una intervista esclusiva al “Quotidiano del Sud” cartaceo, a firma di Adriano Mollo, nella quale ha affrontato tutti i temi in discussione. Dall’accusa di essere pronto a passare con Forza Italia, guidando un gruppo di dieci senatori, agli equilibri di Forza Italia e dello stesso Ndc, passando per le posizioni di Fitto.

Poi la lunga analisi sulla situazione calabrese. Parlando dell’esperienza alla Regione di Giuseppe Scopelliti («Considero quell'esperienza finita nel momento in cui Scopelliti si è dimesso. Da quel momento sono stati commessi errori madornali che non ho condiviso»), fino alle prossime elezioni regionali e alle possibili alleanze.
Ed è sull’individuazione dei candidati che il senatore Gentile traccia una linea che rischia di essere diversa dal resto degli alleati. E questo a poche ore dal vertice in programma lunedì. Un vertice che dovrebbe solo ratificare il nome di Wanda Ferro, ma che rischia di trovare ostacoli non da poco (LEGGI L'ARTICOLO SULLA PROPOSTA DI FORZA ITALIA).

«Il problema è politico – ha detto - noi vogliamo una alleanza rinnovata nei metodi e che abbia elementi di discontinuità. Non possiamo pensare di fare il maquillage ad una cosa ormai morta. Dobbiamo fare qualcosa di nuovo e allargare l'alleanza. Bisogna debellare il maleodorante trasformismo che c'è in Calabria, ma anche che si perpetui un malcostume politico». Ed è su questa linea che Gentile boccia l’idea delle liste civiche, se non costruite dall’intera coalizione.

 

 

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