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Il Nuovo centro destra va in frantumi a Reggio
Si autosospendono i presidenti di 64 circoli cittadini

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Si acuiscono le crepe all'interno del Nuovo centro destra, con una nota diffusa dal presidente del circolo Reghion, Antonio Virduci, in rappresentanza dei 64 circoli cittadini del partito del ministro Angelino Alfano, infatti, viene annunciata l'autosospensione di tutti i presidenti. «Con profondo rammarico - si legge nella nota - ma allo stesso tempo consci dell’oramai insostenibile e poco coerente linea assunta dai vertici regionali, provinciali e comunali del Nuovo CentroDestra, i presidenti dei 64 Circoli di Via Quartiere Militare annunciano la propria autosospensione».

Virduci si rammarica di «interrompere mesi di passione, lavoro, di impegno, in cui però, lentamente, siamo stati testimoni di un sostanziale svuotamento delle istanze, delle idee, dei propositi di cambiamento e rinnovamento che avevano animato i primi passi del nuovo progetto politico. Sempre più spesso, abbiamo mal compreso il significato politico di alcune scelte dei vertici rivelatesi di difficile coordinamento con quelli che dovevano essere i nostri valori fondanti e le concrete necessità delle realtà locali. Non ci si riconosciamo più, quindi, nei principi e nei dettami di questo partito, sempre più vicino alle poltrone e meno alla gente, basti pensare all’appoggio fornito all’operazione «Mare Nostrum» che proprio a Reggio Calabria si manifesta ancor di più che in tante altre città nella sua dissennatezza. Al coordinatore regionale, in primis, vogliamo fare presente ancora una volta che continuiamo a non ritrovarci in alcun modo nelle logiche di gestione di un movimento politico come l’attuale Ncd».

Per i presidenti dei circoli «Non si può continuare a credere di essere rappresentati da una persona che dovrebbe a sua volta rappresentare unitariamente il partito e che invece, sia con le parole che con le decisioni concrete ed operate, alimenta un conflitto interno che ci ha portato oggi a prendere una sofferta decisione del genere. Riguardo le fresche dichiarazioni del senatore Nico D’Ascola, ci risulta davvero sconvolgente udire dalla bocca di uno stimato e valente professionista come lui, ipotesi ed avvalli di alleanze in regione con il Partito Democratico. Tutto ciò se è stato tollerato a livello nazionale, ci impone ora di prendere immediatamente le distanze a livello di base locale. Siamo gente di destra e tali vogliamo rimanere».

In conclusione, poi, i presidenti bocciano «ragionamenti del tipo che 'Chi chiede voti per un’altra lista non può fare parte del Ncd’» e ricordano come «tanto per fare un nome, il senatore Gianni Bilardi ha rivestito nel passato e riveste ancora ruoli apicali, sempre tramite sua elezione avvenuta per mezzo di liste civiche, si ricordi nell’ordine le liste civiche "Alleanza per Scopelliti" nel 2007, la lista civica "Scopelliti Presidente" in occasione delle elezioni regionali 2010 e la lista "Grande Sud" per la corsa al Senato 2013. Ma di esempi ce ne sarebbero parecchi altri. Infine due parole soltanto sul concetto di "Modello Reggio" che così frettolosamente si vuole, ora, mettere in soffitta. Tanto il senatore D’Ascola quanto Bilardi, ci pare di capire, lo stanno quasi rinnegando. Noi, invece, siamo fieri di sostenere un modo di intendere la gestione della cosa pubblica che solo una certa magistratura ed una certa stampa hanno fatto si che fosse demonizzato oltre ogni ragionevole critica». 

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