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Il Pd stoppa Oliverio: nessun accordo con l'Udc
«No agli impresentabili nelle liste in Calabria»

Calabria

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COSENZA - «Nessun accordo con l'Udc o con Ncd». Dal Pd calabrese si alza un muro contro ipotesi di “accorduni” tra il centrosinistra che solo due giorni fa, attraverso le primarie, ha candidato Mario Oliverio alla presidenza della Regione e i due partiti che stanno vivendo una fase di tensione con Forza Italia, acuita dall'annuncio unilaterale della candidatura di Wanda Ferro (LEGGI). 

Proprio questa mattina sul Corriere della Sera, Oliverio ha svelato: «Abbiamo intrapreso un percorso con l'Udc», ma dalla coalizione di centrosinistra, da componenti importanti del Pd e dallo stesso segretario arriva un secco “no”. Tutto questo, mentre il premier Matteo Renzi ha chiamato Mario Oliverio per complimentarsi per l'esito delle primarie (LEGGI). 

«Magorno ha detto che per vincere c'è bisogno dei voti di chi ha votato nel 2010 per Scopelliti – avverte Franco Laratta di Area Dem, l'area che fa riferimento al ministro Franceschini – basta che per vincere non si imbarcano personaggi di tutti i colori e non si dica che i voti, come il denaro “non olet”. Perché ci sono voti che puzzano, che fanno schifo. E questi, il Pd deve urlare che non li vuole. Ma se il Pd dovesse cercare accordi e intese con gli “impresentabili” di questa regione, allora noi diremo pubblicamente di essere contrari». 

A Laratta fa eco Luigi Incarnato, segretario del Psi, coordinatore del centrosinistra e colui che ha gestito la macchina della primarie con equilibrio. «Abbiamo detto che non ci possono essere accordi con forze politiche ed esponenti che hanno governato con Scopelliti, su questo punto non ci sono tentennamenti, né ci possono essere ambiguità». Lo stesso Oliverio il 22 settembre scorso, in piena campagna elettorale, alla luce di quanto stava accadendo in provincia di Vibo, dove pezzi dei renziani si erano accordati con l'assessore di Scopelliti, Nazareno Salerno e pezzi di Forza Italia, aveva detto: «Per spezzare la gabbia che è stata creata attorno alla Calabria occorre fare scelte chiare con le alleanze. Non ho un approccio ideologico ma dico no ad alleanze con chi ha avuto responsabilità di governo nella Regione. Non possiamo farle con Scopelliti e i suoi amici. E quando questo avviene sul territorio non fa bene al cambiamento». E' su questa linea anche il segretario regionale Ernesto Magorno: «Fin dalla mia elezione sono stato chiaro: no ad intese con chi ha governato con Scopelliti». E solo ieri Oliverio ha ribadito che «bisogna andare oltre al codice etico per riconquistare la fiducia dei cittadini». 

Impegni importanti sia del segretario che del candidato alla presidenza che potrebbe stridere con quando sta accadendo in queste ore a Roma dove pezzi dell'Udc stanno trattando alleanze con il centrosinistra. Non è chiaro chi stia trattando con il coordinatore regionale Gino Trematerra e il figlio Michele, assessore regionale all'Agricoltura e Foreste e per 4 anni il migliore alleato di Scopelliti. I due sono in rotta con il partito nazionale e con Franco Talarico, presidente del consiglio regionale e regista del tentativo di potare la legislatura in primavere facendo approvare legge elettorale e statuto palesemente incostituzionali. Talarico avrebbe già in tasca un accordo con Ncd per una lista unica alleata di Wanda Ferro. Con questa accordo Trematerra, però, rischia di non essere eletto perché dovrebbe vedersela nel colleggio di Cosenza con Pino Gentile, da diverse legislature il più eletto tra i consiglieri regionali con 20 mila preferenze costanti. 

Altro nodo spinoso è l'alleanza a Crotone con “I Demokratici” (con la K), anche loro alleati di Scopelliti e presenti in giunta con l'assessore regionale all'Ambiente Franco Pugliano. Quest'ultimo non si candida per fare posto a Flora Sculco, figlia dell'ispirato del movimento. Anche questa intesa osteggiata da tutto il partito democratico. Nodi, quindi, che arriveranno al pettine appena nelle prossime ore si metterà mano alla composizione delle liste.

 

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