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Intervista al consigliere regionale Gianni Rosa
«Il deficit colpa del Pd, mi fido di De Luca»

Basilicata

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NON si è sottratto al confronto. E ha risposto a tono senza peli sulla lingua. Del resto - chi lo conosce bene - sa che Gianni Rosa è così. Le cose non le manda a dire. Anche per questo ha accettato di buon grado di rispondere alle domande che “Il Quotidiano” gli ha posto. Quesiti diretti, come dirette sono state le risposte. Il leader di Fratelli D’Italia rivendica per sè e per il partito di cui fa parte «coerenza nell’azione politica» «attivismo degli iscritti» e «fedeltà al sindaco De Luca e alle sue scelte». Anche quella - per inciso - di promuovere a dirigente «il dipendente comunale» Infantino, designandolo come capo della task force che ha il compito arduo di “sistemare” i conti del Comune di Potenza. Un bilancio in rosso a cui potrebbe mettere un “pezza” la Regione. Da qui la prima domanda.

Perché, solo alcuni mesi fa, in Consiglio regionale, ha dato voto contrario al finanziamento della Regione alla città di Potenza e ora si fa promotore di una proposta di legge che va in direzione contraria?

«Nessuna incoerenza. Ho sempre votato “no” sia a De Filippo che a Pittella. Non è possibile che un ente prima fa dei buchi e poi chiede conto alla Regione, tirando fuori la questione che la città-capoluogo ha delle spese sovra comunali. Ebbene in tempi non sospetti e cioè prima che De Luca diventasse sindaco (alla fine di aprile ndr)ho presentato la proposta di legge ponendo proprio questo problema delle spese sovra comunali. Spese che evidentemente non riguardano solo Potenza, ma anche Matera. Dal mio punto di vista bisogna istituzionalizzare e disciplinare questo tipo di rapporto attraverso una legge e come ente legislatore, la Regione ha il compito di regolamentare anche questo processo. Un processo che prima di tutto riconosca alle città la funzione di ente sovra comunale stabilendo poi i criteri di assegnazione dei fondi. Una volta chiarito questo aspetto, destinare tali risorse per le funzioni per cui sono state erogate. I soldi non servono per tappare i buchi di bilancio, ma per rispondere a un bisogno, in termini di servizi, di una città».

Ma qualora arrivassero questi soldi per Potenza, non andrebbero a tappare il buco di bilancio?

«Certo, ma il problema che io ho posto è proprio questo. I 25 milioni di debito sono il risultato di una gestione politica che ha portato a un disavanzo strutturale. Un andazzo andato avanti per anni, tanto c’era mamma Regione che poi avrebbe pagato. Questo modo di fare è profondamente sbagliato ecco perchè ho presentato una legge che regolamentasse la questione».

Continua a convocare in prima persona conferenze stampa che riguardano la città di Potenza. Ritiene che i consiglieri comunali di Fdi e i dirigenti del partito cittadino non siano in grado di agire autonomamente

«Fratelli D’Italia non è un grande partito. Ci basiamo sulla militanza e sulla capacità di ciascuno di metterci del suo anche in termini economici. I consiglieri comunali sono persone che pensano e agiscono per il bene della comunità in maniera autonoma. Quello che dico sempre loro è di “stare sul pezzo”, attivandosi in modo da comunicare ai cittadini la nostra azione politica. Tutto qui».

Rifiuta l’appoggio del Partito democratico a De Luca, richiesto dallo stesso primo cittadino. E’ motivo di contrasto con il sindaco e come questo ha modificato gli equilibri interni?

«Io con il Pd sono stato chiaro. Se vogliono essere responsabili, ci devono aiutare a fare le scelte migliori per la comunità, attraverso un percorso condiviso per il bene di Potenza. Bisogna partire però da un presupposto: che ci hanno consegnato una città con i conti in rosso. Devono fare un esame di coscienza sui disastri che hanno fatto negli ultimi anni e se oggi parliamo di un deficit di 25 milioni è perchè c’è un responsabile: quel centrosinistra che ha governato fino a pochi mesi fa. Ecco perchè io non posso “legittimare” il Pd come classe di governo. Qui nessuno vuole fucilare nessuno ma questi signori che accampano di avere la maggioranza in Consiglio, ma che sono stati sconfitti da De Luca, se veramente amano Potenza devono dare il proprio contributo in termini di idee per evitare il dissesto. Ognuno secondo il proprio ruolo».

L’ultimo affondo contro bandi e nomine ad personam l’ha fatto nei giorni scorsi contro la Giunta regionale. Ma sulla nomina a dirigente, senza alcuna selezione, di Antonio Infantino al Comune di Potenza tace. Due pesi e due misure?

«Sono due cose completamente diverse. Da una parte c’è un concorso per assumere 8 giovani con lo sbarramento dei cinque anni che di fatto esclude molti ragazzi dalla possibilità di parteciparvi, dall’altra c’è la scelta del sindaco di promuovere un dipendente comunale a dirigente, usando lo strumento del rapporto fiduciario. Qualcuno ha sollevato qualche dubbio sulla persona di Infantino parlando di una condanna della Corte dei Conti. Anche Pittella è stato condannato dalla Corte su questioni che riguardavano quando era amministratore a Lauria e ora è presidente della Regione. Non è una polemica e nessuno vuole delegittimare il governatore. L’ho citato solo a titolo di esempio per far capire che bisognerebbe usare lo stesso metro di giudizio. La scelta di Infantino è del sindaco e lui se ne assumerà la responsabilità».

E Gianni Rosa cosa pensa di Infantino?

«Io non lo conosco, ma mi fido di De Luca. All’interno della coalizione c’è un confronto costruttivo, ma poi le decisioni spettano solo a De Luca. Per esempio: ho suggerito al sindaco che bisognava allargare anche ai consiglieri della commissione bilancio la task force. Lui ha deciso diversamente. E’ la normale dialettica che c’è in una coalizione come la nostra. E poi, aggiungo, se hai fiducia in una persona come ne abbiamo noi in Dario, non mettiamo in dubbio le sue scelte. In virtù di questo dico che se De Luca ha fatto questa scelta, vuol dire che è quella giusta».

g.rosa@luedi.it

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