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Sblocca Italia
Tocca alla Camera

Basilicata

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POTENZA - Sullo sblocca Italia il Pd lucano (almeno per quanto riguarda la vicenda degli emendamenti) non sembra salire sulle barricate contro le mosse di Renzi alla Camera dei deputati ma rischia soltanto - a sentire il forzista Latronico - di “indebolire” la card carburante.
Mentre dall’altro lato, sulla riforma del lavoro al Senato ci sono schermaglie interne al Pd ma niente di più.
Sono iniziate a Roma dunque, le due sfide (almeno sulla carta) più complicate per il governo nazionale. Riforma del lavoro (Jobs act) al Senato e decreto Sblocca Italia con l’esame degli emendamenti nelle Commissioni alla Camera dei deputati. E sono due partite che in un modo o nell’altro vedranno protagonisti anche i parlamentari lucani.
Al Senato tra maggioranza e minoranza del Pd dopo che nella Direzione di una decina di giorni fa la polemica fu vibrante. Ma su questo Renzi - al netto dello scontro dialettico con i sindacati che rimane acceso - pare abbia mostrato i muscoli al suo stesso partito blindando il provvedimento con la fiducia. Sarà proposta ufficialmente stamani. Una mossa, in ogni caso, che mette in ulteriore difficoltà la minoranza del Pd che è quella rappresentata dai bersaniani e dalemiani (per la Basilicata c’è il senatore Bubbico).
E sulla decisione ormai chiara di Renzi, il senatore Margiotta che è parte integrante della squadra renziana ironizza sul web: «Esattamente come si vota la fiducia in modo critico? Il sì lo si i pronuncia ad occhi bassi? Si guarda da un’altra parte?». Chiaro il riferimento alle minacce degli “antirenziani” che fino a lunedì avevano minacciato ferro e fuoco. Detto questo la questione che interessa più da vicino la Basilicata è quella del decreto Sblocca Italia con in particolare tutta la materia energetica. Dove è sempre aperta la querelle regionale con la minaccia di una impugnativa dell’intero decreto da parte dell’ente Regione dopo l’approvazione da parte del Consiglio regionale di un’ordine del giorno che impegna il presidente della giunta regionale Marcello Pittella a ricorrere alla Corte Costituzionale contro lo Sblocca Italia qualora non fosse modificato. E per le modifiche la palla passa ai parlamentari lucani.
Quello più attivo in tal senso è stato finora il deputato di Forza Italia Cosimo Latronico che ha presentato ben 7 emendamenti presentati alla stampa venerdì scorso tra i quali c’erano anche richieste per escludere le “anticipazioni” della Riforma del Titolo V in materia di concessioni ed estrazioni petrolifere dallo Sblocca Italia.
Ieri sono emersi anche gli emendamenti presentati dal Pd. E ci sono novità e alcune sorprese che faranno discutere. Innanzitutto c’è un emendamento firmato in solitaria del deputato Folino (ancora autosospeso dal partito?) che chiede la totale soppressione dell’articolo 38 del decreto. Poi c’è uno a firma della sola deputata Maria Antezza che chiede modifiche all’articolo 36 bis con chiede il 30 per cento per 20 anni delle maggiori entrate fiscali per le estrazioni. E poi c’è un emendamento a firma di numerosi deputati Pd tra cui il capogruppo Roberto Speranza che chiede numerose modifiche su tutta la questione dello Sblocca Italia. Ed è questo quello che pare più significativo in termini di modifiche importanti per quanto riguarda il Pd. Ma c’è anche una richiesta di modifica del bonus idrocarburi a firma dei deputati lucani del Pd, Speranza, Antezza e Folino che rischia di essere un autogol. In pratica i tre deputati chiedono che il bonus del 3 per cento di royalties vada a finanziare invece della card “l’istituzione del Fondo per l’attivazione di misure di coesione sociale”.
E scatta l’allarme dopo aver contattato il deputato Latronico al telefono. E il forzista ha subito dichiarato: «Se dovesse passare questo emendamento si cancella il fondo per la riduzione del prezzo del carburante istituito con l'articolo 45 del 2009 che ha prodotto la emissione di 330mila carte carburante e lo si trasforma in un fondo per la coesione sociale. Passeremmmo da una destinazione certa, la carta carburante, ad un non meglio precisato fondo per l'attivazione di misure di coesione sociale che saranno definite annualmente con un decreto interministeriale, con il rischio della indeterminatezza ed anche con quello che le spese rientrino in programmi sottoposti ai limiti del patto di stabilità che oggi veniva superato con una attribuzione diretta ai cittadini».

s.santoro@luedi.it

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